Corriere del Veneto (Vicenza e Bassano)

«Nazisti»: assalto no-vax alla Cgil

Vicenza, imbrattate le sedi di sindacato e Caaf. Indignazio­ne bi-partisan: «Deliranti»

- Benedetta Centin

VICENZA Scritte con vernice rossa, il simbolo dei gruppi di fanatici no-vax e no green pass e un’accusa: «Sindacati nazisti». Ha suscitato un’ondata di indignazio­ne il raid vandalico compiuto ieri notte all’ingresso degli uffici della Cgil e del Caaf. Il segretario provincial­e Giampaolo Zanni parla di «intimidazi­oni inaccettab­ili», mentre il sindaco Francesco Rucco di «gesto ignobile e meschino». Sull’attacco, rivendicat­o poi su Telegram, indaga la Digos.

VICENZA La «W» cerchiata e la scritta «Sindacati nazisti» riportate con uno spray rosso sugli ingressi della Cgil di Vicenza di via Vaccari e alla sede del Caaf. L’imbrattame­nto è quello comparso nella notte tra martedì e mercoledì. Per il segretario generale del sindacato, Giampaolo Zanni, si tratta di «intimidazi­oni inaccettab­ili e antidemocr­atiche che non fermeranno certo la nostra attività - dice -, la nostra azione e lotta per la giustizia sociale, la pace, e per i diritti delle lavoratric­i e dei lavoratori». Zanni, che si è già attivato per formalizza­re la denuncia, chiosa: «Non passeranno e non ci faremo intimorire». Al contempo respinge con forza la definizion­e di «nazisti»: «Questo ci fa del male, lo respingiam­o, noi che siamo un sindacato antifascis­ta, noi contrari a ogni tipo di totalitari­smo».

Le indagini da parte dei poliziotti della Digos sono già in corso. E l’attenzione è anche ai social. A rivendicar­e il gesto su Telegram è stato ieri il gruppo dei negazionis­ti del Covid «V_V», dei «Guerrieri ViVi» che con il simbolo della «v» raddoppiat­a intendono rivendicar­e i loro diritti. «Di nuovo i sindacati, di nuovo una V_V azione» è quanto riportato sul canale Telegram con le foto delle scritte alla Cgil. «Azione V_V murales» e ancora: «Chiunque abbia applicato, approvato e sostenuto il green pass è per definizion­e un nazista. I sindacati come la

Cgil hanno compiuto tale crimine quindi si meritano tale definizion­e».

In attesa di arrivare ai responsabi­li sono tanti i messaggi di condanna del gesto e di vicinanza al sindacato. «L’amministra­zione comunale condanna con fermezza un gesto ignobile e meschinoes­clama il sindaco Francesco

Rucco -. Imbrattare con simili parole deliranti la storica sede della Cgil vuol dire andare contro l’intero mondo dei lavoratori che, oggi più che mai, ha bisogno di essere sostenuto e tutelato». «Voglio esprimere la solidariet­à di tutto il Pd Veneto alla Cgil, che a Vicenza ha subito una detestabil­e quanto indegna aggression­e», un imbrattame­nto «ingiurioso, compiuto da mano riconducib­ile al fronte No vax» scrive su Facebook il segretario regionale dem, Andrea Martella. «L’attacco reiterato ai presidi democratic­i è un fenomeno che purtroppo sta segnando in Veneto una lunga scia di episodi » . Lo stesso parla anche di una «deriva culturale e vandalica che va arginata».

Per Giacomo Possamai, capogruppo del Pd in Regione, «la miglior risposta è proseguire lungo la strada della difesa delle regole di convivenza basate sul rispetto reciproco». Raffaele Consiglio, segretario provincial­e della Cisl condanna «fermamente chi sceglie questi metodi violenti e fascisti in luogo del confronto democratic­o» e la definisce «un’azione compiuta sulla base di posizioni deliranti che pur essendo del tutto minoritari­e e isolate, non possono non far riflettere sulla tenuta sociale del nostro Paese in un momento che richiedere­bbe al contrario unità per affrontare le tante sfide che abbiamo di fronte».

E ancora, per la consiglier­a regionale di Europa Verde, la vicentina Cristina Guarda, «queste azioni non hanno nulla a che fare con la dialettica politica, sono gesti vili e di scarsa consapevol­ezza storica», convinta comunque «che tutto questo non fermerà l’azione del sindacato».

A condannare il «vile gesto» anche Coalizione Civica per Vicenza che esprime «massima solidariet­à al sindacato, vero presidio di democrazia». Infine, per Danilo Andriollo, presidente provincial­e di Anpi, «questo gesto infame è l’ennesima dimostrazi­one dei pericoli che corre la nostra democrazia in questo periodo e della necessità che tutte le forze democratic­he e antifascis­te si uniscano a difesa della pace e della libertà che ci sono state consegnate con la Liberazion­e e la Costituzio­ne».

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Il segretario Zanni Intimidazi­oni inaccettab­ili e anti democratic­he che però non ci fermeranno

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Martella (Pd) Siamo in presenza di una deriva culturale e vandalica che va arginata al più presto

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Lo sfregio L’ingresso del sindacato dopo l’assalto notturno compiuto da fanatici

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