Corriere del Veneto (Vicenza e Bassano)

Folla per l’ultimo saluto a Gabriela: «Noi maschi abbiamo dei problemi C’è violenza, immaturità, incapacità»

- Rashad Jaber

SARMEOLA (PADOVA) «Oggi noi maschi abbiamo dei problemi, e non si sa da che cosa dipendano. Probabilme­nte siamo cresciuti meno rispetto al genere femminile. C’è una violenza, un’immaturità, c’è un’incapacità di saper usare il linguaggio umano, quello invece dell’amore, del rispetto e della dignità».

Con queste parole il parroco di Sarmeola, don Carlo Cavallin, ha aperto l’omelia dei funerali di Gabriela Serrano, la prima vittima della furia omicida scatenata da Zlatan Vasiljevic lo scorso 8 giugno. Di fronte a una tragedia immensa come quella che si trova ora a dover vivere la famiglia della donna, gli amici e le persone che hanno conosciuto e voluto bene a Gabriela hanno riempito la chiesa parrocchia­le di Sarmeola, in un composto e rispettoso silenzio, cercando in ogni modo di comunicare la loro vicinanza alle due figlie e all’ex marito, chiusi nel raccoglime­nto.

«Che questo dolore, questo immenso dolore, possa essere un’occasione per riflettere su ciò che davvero rende piena la nostra vita - ha concluso il sacerdote - ossia l’amore, l’affetto pieno e profondo che sappiamo nutrire verso gli altri. Anche se ora ci sentiamo impotenti, ciò che è stato così seminato in vita non andrà mai perduto».

Gabriela aveva 48 anni e viveva a Rubano. Da qualche tempo aveva finalmente deciso di mettere la parola fine alla relazione con quell’uomo, Zlatan Vasiljevic, di sei anni più giovane di lei, violento, collerico e morboso. Da quando lo aveva fatto, tuttavia, l’uomo non le aveva più dato pace: messaggi, telefonate, appostamen­ti sotto casa, persino minacce di morte, rivolte a lei e ai suoi familiari. Aveva paura, Gabriela. Lo aveva confessato anche all’ex marito, che in un’occasione aveva affrontato faccia a faccia Vasiljevic per provare a spingerlo a lasciarla finalmente vivere la sua vita. Ma quell’uomo non poteva tollerare un rifiuto, non poteva sopportarn­e l’idea. È per questo che la mattina dell’8 giugno scorso ha puntato una pistola alla nuca della quarantott­enne di origini venezuelan­e, uccidendol­a, prima di appostarsi sotto la casa dove lavorava Lidia Miljkovic, sua ex moglie, e spararle altre quattro fatali pallottole addosso, in pieno giorno, per poi rivolgere l’arma contro sé stesso. Adesso resta solo il dolore, per una tragedia che secondo molti poteva essere evitata.

"Don Carlo Questo dolore faccia riflettere

"Ma ciò che è stato seminato non andrà perduto

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Il feretro di Gabriela Serrano, ammazzata da Zlatan Vasiljevic prima che l’uomo si recasse a Vicenza per freddare Lidia Miljkovic (Bergamasch­i)
La cerimonia Il feretro di Gabriela Serrano, ammazzata da Zlatan Vasiljevic prima che l’uomo si recasse a Vicenza per freddare Lidia Miljkovic (Bergamasch­i)

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