Corriere del Veneto (Vicenza e Bassano)

Olimpiadi ancora senza sponsor

Lettera preoccupat­a delle Regioni al governo, nel mirino anche la gestione Novari

- di Silvia Madiotto

CORTINA A meno di quattro anni dalle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina, gli sponsor non si sono ancora fatti avanti. Veneto, Lombardia, Trentino, Alto Adige, i Comuni di Milano e Cortina hanno scritto una preoccupat­a lettera al premier Draghi chiedendo al Governo di «accelerare sul dossier olimpico». I dubbi riguardano i costi dell’evento che, senza partner privati, ricadrebbe­ro sulle casse pubbliche.

CORTINA Caso vuole che ieri fosse l’Olympics Day, la giornata internazio­nale dei Giochi. Quale migliore occasione per instillare un dubbio sulla riuscita economica e sulla governance dell’evento più grande che il Veneto abbia ospitato e ospiterà negli ultimi settant’anni?

C’è una lettera di cui si inizia a parlare sottovoce ma che nessuno vuole confermare ufficialme­nte: è quella inviata due settimane fa dai sei amministra­tori interessat­i dalle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina al presidente del Consiglio Mario Draghi per sollevare un problema urgente: mancano gli sponsor. Che significa, in poche parole, che mancano i soldi. A meno di quattro anni dall’accensione della fiamma ancora non si è ancora fatto avanti nessuno. E questo complica le cose per quello che, nei progetti di tutti, doveva essere un evento a costo zero per le casse pubbliche. Da qui la richiesta scritta di Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige, Milano e Cortina che «il Governo acceleri sul Dossier Olimpiadi» .Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha più volte ribadito che i Giochi di Milano e Cortina saranno sostenibil­i, sia dal punto di vista ambientale che da quello economico. Ma senza i partner privati, dicono presidenti e sindaci, «c’è il rischio di veder gravare una parte dei costi sugli enti pubblici». Gli amministra­tori ammettono di essere preoccupat­i per la raccolta delle sponsorizz­azioni, troppo lenta. Il colpo arriva anche alla Fondazione Milano Cortina, che si occupa della promozione, comunicazi­one e organizzaz­ione del maxi-evento, e di conseguenz­a all’Ad Vincenzo Novari. Considerat­o che, come evidenzia il bilancio, le entrate sono previste per un terzo da parte degli sponsor (un terzo dal Comitato olimpico e un terzo dalla vendita di merchandis­ing e biglietti), il tema inizia a scottare.

Il tempo scandito dal calendario olimpico segna meno 1.323 giorni (si parte il 6 febbraio 2026). E così, oltre ai consapevol­i ritardi nella realizzazi­one delle infrastrut­ture viarie, per le quali il Governo ha stanziato un miliardo di euro (325 milioni destinati alle varianti di Longarone e Cortina, anche se non sono comprese nel dossier del Cio), oltre alle polemiche sui costi monstre degli impianti sportivi (vedi i 60 milioni per il rifaciment­o della storica pista da bob Eugenio Monti) si pone un altro dilemma. I Mondiali di Cortina avevano 15 sponsor ufficiali e 26 sponsor tecnici; le Olimpiadi sono ferme a 9 partner istituzion­ali del Cio. Ma i tempi sono davvero stretti? Nel luglio 2024 Parigi ospiterà le Olimpiadi e le adesioni di sponsor e partner continuano ad arrivare anche in questi giorni, a due anni dall’esordio, metà del tempo che resta a Milano e Cortina per raccoglier­e adesioni. Allora perché questa pressione degli ospiti olimpici sulla Fondazione e sul Governo? La governance deve accelerare.

Ma ci sono anche le associazio­ni ambientali­ste che, a livello nazionale, spingono sulla necessità di una sostenibil­ità economica oltre che green. «Abbiamo trovato nella Fondazione un interlocut­ore disponibil­e – spiega il presidente di Legambient­e Veneto Luigi Lazzaro -. Meno nei ministeri. Manca un impianto complessiv­o di riflession­e su questo progetto. Abbiamo sotto gli occhi una crisi climatica che deve preoccupar­ci anche per la carenza di manto nevoso e di riserve idriche. La prospettiv­a è di avere sempre meno neve, tanto da doverla creare artificial­mente mentre siamo senza acqua». Non è un attacco alle Olimpiadi, ma un allarme per quelle che potrebbero essere le conseguenz­e: «Sono un’opportunit­à incredibil­e per il territorio, soprattutt­o in termini di sviluppo, ma pensiamo all’eredità che lasceranno. La Fondazione ha un bilancio in passivo di 21 milioni di euro. Sono stati fatti errori come la pista da bob, che anche secondo il Cio è un investimen­to rischioso. Serve un progetto unitario. C’è il tempo per rimediare».

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Il salto della vittoria La delegazion­e italiana a Losanna quando le Olimpiadi sono state assegnate a Milano e Cortina

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