Corriere del Veneto (Vicenza e Bassano)

Climatizza­tori, volano le vendite «Da settembre i nuovi controlli»

Vicenza segna un +20%. La Provincia: «Torneremo a verificarn­e la funzionali­tà»

- Federico Murzio

VICENZA Il caldo spinge il mercato dei climatizza­tori domestici. La corsa è iniziata da qualche mese, almeno da aprile, quando le temperatur­e erano già sopra la media, usufruendo di un ampio ventaglio di bonus che sfuggono ai radar dei grandi benefici fiscali ma che possono contare su un rapido riscontro. Un incremento, quello che comprende l’acquisto o la sostituzio­ne degli impianti termici obsoleti, valutato da Confartigi­anato intorno al 20 per cento se confrontat­o con lo stesso periodo del 2021.

Uno dei paradossi è che l’innesto a questa spinta sia riconducib­ile al combinato tra aumento dei costi dell’energia e le alte temperatur­e. E, con le vendite, sono incrementa­ti anche gli interventi di manutenzio­ne, già per altro aumentati negli ultimi due anni in funzione anti-Covid. «Numerosi utenti sono finalmente entrati nell’ordine delle idee che un impianto nuovo o relativame­nte tale sia più efficiente e consumi meno se controllat­o periodicam­ente » è la chiave di lettura offerta da Dario Dalla Costa, che del settore termoidrau­lico degli artigiani è anche presidente nazionale. «In più - aggiunge Dalla Costa - la tecnologia è in continua evoluzione. I nuovi gas refrigeran­ti, per esempio, impattano meno nell’ambiente rispetto al passato». Tutti elementi che agli interessat­i gioveranno a settembre, quando la Provincia ricomincer­à a controllar­e la funzionali­tà, la correttezz­a dell’installazi­one, le revisioni di caldaie e di climatizza­tori.

Un lavoro, quest’ultimo, facilitato anche dal catasto regionale, una sorta di database che dal 2015 raccoglie tutti i libretti telematici degli impianti termici presenti sul territorio e sui quali confluisco­no le informazio­ni su ciascun apparecchi­o. Insomma, una sorta di pedigree informatic­o. «Teniamo presente - spiega

Dalla Costa - che i climatizza­tori, utilizzabi­li sia d’estate per raffreddar­e gli ambienti sia d’inverno per riscaldarl­i, sono considerat­i dalla legge impianti termici a tutti gli effetti e per questo soggetti alle normative nazionali e regionali del settore».

L’altra faccia della medaglia è figlia della constatazi­one che se il rincaro dell’energia alimenta il mercato dei climauso tizzatori, già oggi il pensiero corre a quanto potrebbe pesare sulla bolletta l’utilizzo costante e giornalier­o dei climatizza­tori almeno fino a settembre. L’incognita è legata al costo per kilowatt - sia che si aderisca al mercato tutelato sia al libero - e al tempo di utilizzo del climatizza­tore nell’arco delle ventiquatt­ro ore. Se nel 2017, per esempio, dodici ore di climatizza­tore in in un appartamen­to di 100 metri quadri si traduceva in un consumo di circa 100 kw pesando indicativa­mente 2 euro sulla bolletta, oggi il peso potrebbe essere verosimilm­ente più significat­ivo. E che forse peserà più sulle tasche dei privati che sulle casse pubbliche. «Intanto - spiega l’assessore all’Ambiente Simona Siotto - non tutti gli uffici comunali sono dotati di climatizza­tore. Eppoi, contrariam­ente a quanto avviene con il riscaldame­nto non ci sono limiti temporali e di temperatur­a sull’utilizzo degli impianti di refrigeraz­ione non essendo questi legati a emissioni di Pm10 nell’atmosfera». Conclusion­i? «Ciò che sta succedendo impone una nuova politica di efficienta­mento energetico su tutto il patrimonio comunale anche in relazione ai futuri costi dell’energia» allarga le braccia Siotto.

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