Corriere del Veneto (Vicenza e Bassano)

Gli alpini invadono Bassano «È questa la nostra città»

Festa per l’arrivo della fiaccola della pace.Viabilità bloccata e piazze piene

- Raffaella Forin

BASSANO Sono arrivati fino in centro «scortando» la fiaccola della pace che era partita lo scorso 6 giugno da Ventimigli­a. La città da sempre iconica per gli alpini ha accolto ieri l’arrivo della staffetta del 150° anniversar­io dalla fondazione del corpo delle penne nere.

Viabilità bloccata e piazze gremite a partire dalle 18 per la sfilata che ha visto assistere alpini ancora in armi e altri in congedo, ma anche semplici cittadini e curiosi. La fiaccola, dopo la tappa in centro a Bassano ripartirà questa mattina per Cima Grappa e arriverà a Trieste il 2 luglio prossimo dopo aver attraversa­to l’Italia.

Una tappa « obbligata » , quella di ieri, che per Bassano ha significat­o anche il primo battesimo ufficiale di «Bassano città degli alpini» con l’affissione del cartello cittadino come deliberato nelle scorse settimane dal consiglio comunale . «Abbiamo dato forma a quello che nella sostanza c’è già da molto tempo» ha commentato il sindaco Elena Pavan durante la cerimonia lungo via Scalabrini. Altri cartelli, nei prossimi giorni, saranno posti nei principali accessi stradali.

«Questa è la nostra città — ha ribadito il presidente dell’Associazio­ne nazionale alpini, Sebastiano Favero, sottolinea­ndo il valore del ricordo e della memoria — i popoli che dimentican­o la loro storia rischiano di perdere l’identità e noi non vogliamo farlo».

Lo storico legame tra penne nere e Bassano è stato anche al centro dell’intervento del vicecomand­ante delle Truppe alpine dell’esercito, il generale di divisione Michele Risi. «Il ponte è il simbolo degli alpini, ma fino al 2005 la città ha ospitato decine di migliaia di militari di leva nella grande caserma — ha evidenziat­o — e tra i nostri battaglion­i più gloriosi c’è quello che porta il nome di Bassano, oggi dislocato tra Brunico e San Candido e poi qui vicino c’è il Monte Grappa, sacro alla patria».

Un ringraziam­ento è stato espresso da Giuseppe Rugolo presidente della sezione bassanese Ana Montegrapp­a. «Auspico che ognuno di noi si senta tedoforo di una staffetta e passi la fiaccola della vita ad altri», ha concluso il sindaco Pavan. Dopo i saluti ufficiali a festa dei 150 anni del corpo è proseguita per tutta la serata tra le note e i caroselli della fanfara della Julia, la cittadella militare allestita in piazza Garibaldi e la mostra nella chiesa di San Giovanni.

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