Du­pli­ce de­lit­to, fu­ne­ra­li con la scor­ta

Le ese­quie di Car­lo No­vem­bri­ni e del­la com­pa­gna, uc­ci­si dal fra­tel­lo di lui. Sul­lo sfon­do le coop: an­che lei ti­to­la­re

Corriere della Sera (Bergamo) - - DA PRIMA PAGINA - P.T. A.D.L.

Un uni­co fu­ne­ra­le, con due ba­re e due fa­mi­glie di­vi­se nel­le due na­va­te del­la chie­sa di Ca­ra­vag­gio. Quel­la di Car­lo No­vem­bri­ni, 50 an­ni, e quel­la del­la com­pa­gna Ma­ria Ro­sa For­ti­ni, 40 an­ni. È la cop­pia uc­ci­sa a col­pi di pi­sto­la nel­la sa­la slot «Gold Cher­ry», a Ca­ra­vag­gio, il 4 apri­le, dal fra­tel­lo Car­lo No­vem­bri­ni. Men­tre il par­ro­co nell’ome­lia ci­ta­va la let­tu­ra del buon la­dro­ne sal­va­to da Ge­sì sul­la cro­ce, in chie­sa è ar­ri­va­to uno dei fra­tel­li di No­vem­bri­ni, scor­ta­to, dal car­ce­re do­ve sta scon­tan­do 11 an­ni per aver chie­sto il piz­zo a Cal­ta­nis­set­ta. Car­lo No­vem­bri­ni dis­se che il fra­tel­lo lo mi­nac­cia­va, ma sul mo­ven­te ci so­no an­co­ra mol­ti dub­bi, con il mondo del­le coop e i me­to­di ma­fio­si che fan­no da sfon­do.

Aleg­gia an­co­ra il mi­ste­ro, al mo­men­to dell’ad­dio. Le due ba­re di Car­lo No­vem­bri­ni, 50 an­ni, e del­la com­pa­gna Ma­ria Ro­sa For­ti­ni, 40, so­no af­fian­ca­te. Le due fa­mi­glie, se­pa­ra­te, li pian­go­no nel­la chie­sa par­roc­chia­le di Ca­ra­vag­gio. Al­cu­ni vol­ti so­no sol­ca­ti dal­le la­cri­me, al­tri co­per­ti in par­te da oc­chia­li scu­ri, che for­se na­scon­do­no la rab­bia, mol­ta, in cui an­che gli in­qui­ren­ti non so­no an­co­ra riu­sci­ti a sca­va­re del tut­to. Ma­ria Ro­sa e Car­lo, lei im­pie­ga­ta in un’impresa edi­le e lui con un pas­sa­to da af­fi­lia­to al clan Ma­do­nia a Ge­la — che si era sta­bi­liz­za­to a Tre­vi­glio a ini­zio an­ni Due­mi­la do­po aver scon­ta­to una con­dan­na per associazione ma­fio­sa — era­no sta­ti as­sas­si­na­ti il 4 apri­le, po­co do­po le 18, nel­la sa­la slot Gold Cher­ry al cen­tro com­mer­cia­le di Ca­ra­vag­gio. Tre col­pi ca­li­bro 9 era­no arrivati dal­la pi­sto­la di Mau­ri­zio No­vem­bri­ni, 44 an­ni, il fra­tel­lo di Car­lo, che qual­che ora do­po era stato arrestato dai ca­ra­bi­nie­ri fuo­ri da ca­sa sua a Tre­vi­glio. Pre­sen­te all’omicidio an­che Or­nel­la, una so­rel­la.

In­sie­me

Lu­ne­dì, do­po più di un me­se, è ar­ri­va­to il nul­la osta per i fu­ne­ra­li dal pub­bli­co mi­ni­ste­ro. Le fa­mi­glie han­no deciso per le ese­quie con­giun­te. I fe­re­tri so­no par­ti­ti po­co pri­ma del­le 14 dall’ospe­da­le Pa­pa Gio­van­ni XXIII di Bergamo per ar­ri­va­re nel­la par­roc­chia­le po­co do­po le 14.30. La fun­zio­ne re­li­gio­sa è ini­zia­ta al­le 15, of­fi­cia­ta dal par­ro­co, don An­ge­lo Lan­ze­ni, coa­diu­va­to dal par­ro­co di Ser­gna­no, don Fran­ce­sco Vai­la­ti. Nel pic­co­lo pae­se del Cre­ma­sco Car­lo e Ma­ria Ro­sa vi­ve­va­no da un pa­io di an­ni. Le fa­mi­glie dei due si so­no di­stri­bui­te lun­go le na­va­te, quel­la di Ma­ria Ro­sa sul­la de­stra con in pri­ma fi­la i ge­ni­to­ri e i due fra­tel­li e sul­la de­stra, più nu­me­ro­sa, quel­la di Car­lo. Du­ran­te la fun­zio­ne la let­tu­ra ha ri­guar­da­to l’epi­so­dio del la­dro­ne sal­va­to da Ge­sù sul­la cro­ce. Te­ma ri­pre­so nell’ome­lia dal par­ro­co. «Nel do­lo­re dob­bia­mo strin­ger­ci — di­ce dall’altare don An­ge­lo — an­co­ra più gli uni agli al­tri. Nel bra­no che ab­bia­mo ascol­ta­to c’era­no due per­so­nag­gi, uno che si pen­te e l’al­tro no. E poi Ge­sù se­gno di con­trad­di­zio­ne. Da una par­te c’è il mal­fat­to­re che non si pen­te e non ri­co­no­sce la sua ca­pa­ci­tà di sal­va­re per­ché fuo­ri da ogni lo­gi­ca uma­na. E poi in­ve­ce c’è il buon la­dro­ne per cui Ge­sù si fa mi­se­ri­cor­dia».

La let­te­ra

Il par­ro­co ha do­vu­to fa­re una pau­sa per l’ar­ri­vo di un al­tro dei fra­tel­li di Car­lo, Giu­sep­pe, che ap­pe­na giun­to in chie­sa ha ini­zia­to ad ab­brac­cia­re tut­ti i pa­ren­ti guar­da­to a vi­sta dai po­li­ziot­ti in bor­ghe­se: è stato por­ta­to a Ca­ra­vag­gio su un cel­lu­la­re, dal car­ce­re in cui sta scon­tan­do 11 an­ni per aver chie­sto il piz­zo a due com­mer­cian­ti in pro­vin­cia di Cal­ta­nis­set­ta. Scrit­te pro­prio da Giu­sep­pe le pa­ro­le let­te da una ni­po­te di Car­lo al­la fi­ne del­la fun­zio­ne re­li­gio­sa. «Vor­rei guar­dar­ti ne­gli oc­chi e dir­ti quan­to ti vo­glio be­ne — re­ci­ta il te­sto — in­ve­ce non pos­so e non po­trò far­lo mai più. I ca­si del­la vi­ta ti han­no por­ta­to via dai tuoi ge­ni­to­ri e dal­la tua fa­mi­glia. Io ti pro­met­to che pren­de­rò cu­ra dei tuoi fi­gli, ora tu gran­de uomo ri­po­sa in pa­ce in­sie­me a tut­ti gli angeli in cie­lo che si­cu­ra­men­te han­no ac­col­to las­sù, tu un nuo­vo an­ge­lo chia­ma­to Car­lo. Ciao fra­tel­lo mio, ti ab­brac­cio e man­che­rai a tut­ti noi, ti man­do un saluto con tut­to il cuo­re e spe­ro so­lo che ci rin­con­tre­re­mo las­sù per guar­dar­ci ne­gli oc­chi». Le sal­me so­no state tu­mu­la­te nel ci­mi­te­ro lo­ca­le.

In­da­gi­ni e dub­bi

Do­po la mes­sa il cel­lu­la­re del­la po­li­zia è ri­par­ti­to dal­la piaz­za di fron­te al­la par­roc­chia­le. Re­sta­no tan­ti dub­bi le­ga­ti al du­pli­ce de­lit­to del 4 apri­le. Un’azio­ne as­sas­si­na che, se­con­do il co­lon­nel­lo Pao­lo Sto­ro­ni, co­man­dan­te pro­vin­cia­le dei ca­ra­bi­nie­ri, era ma­tu­ra­ta in «un con­te­sto ma­fio­so». Ed è per que­sto mo­ti­vo che non è mai ba­sta­ta la spie­ga­zio­ne da­ta in car­ce­re da Mau­ri­zio No­vem­bri­ni: «Mio fra­tel­lo mi mi­nac­cia­va». An­che per­ché, un pre­te di Rho a cui era mol­to vi­ci­no (e che il gior­no dell’omicidio gli ave­va pre­sta­to l’au­to) ave­va ri­ve­la­to la notte dell’ar­re­sto che il killer te­me­va per­so­ne del­la cri­mi­na­li­tà or­ga­niz­za­ta, che il fra­tel­lo avreb­be po­tu­to in­via­re con­tro di lui. E quin­di, per quan­to si sia ri­ve­la­ta chia­ra la di­na­mi­ca dell’omicidio, gli in­qui­ren­ti non si so­no mai ac­con­ten­ta­ti di ge­ne­ri­che mi­nac­ce per spie­ga­re il mo­ven­te. Per­ché è emer­so, ad esem­pio, che Car­lo No­vem­bri­ni, pur ri­sul­tan­do un sem­pli­ce ope­ra­io edi­le, nel 2013 ave­va aper­to pro­ba­bil­men­te una so­cie­tà coo­pe­ra­ti­va edi­le, la Dia­man­te, ma in­te­stan­do­la al fi­glio più gran­de, tra­sfe­ri­to­si a Ser­gna­no con lui so­lo un pa­io d’an­ni fa. Ma da ul­te­rio­ri ac­cer­ta­men­ti so­no an­che spun­ta­ti con­tat­ti del pas­sa­to tra la vit­ti­ma No­vem­bri­ni e Vin­cen­zo Co­tro­neo, ca­la­bre­se del 1973, di Tre­vi­glio, con­dan­na­to in via de­fi­ni­ti­va per associazione ma­fio­sa. E in più, Ma­ria Ro­sa For­ti­ni, uf­fi­cial­men­te un’im­pie­ga­ta, è ri­sul­ta­ta ti­to­la­re di due so­cie­tà coo­pe­ra­ti­ve a sua vol­ta, una con se­de a Tre­vi­glio e l’al­tra a Of­fa­nen­go. Sem­pre in edi­li­zia, un set­to­re de­li­ca­to, espo­sto a fal­se fat­tu­ra­zio­ni e spes­so a uti­liz­zo il­le­ga­le di ma­no­do­pe­ra. C’era­no affari na­sco­sti, tra un fra­tel­lo e l’al­tro, af­fian­ca­to dal­la com­pa­gna, che pos­so­no aver crea­to fri­zio­ni? Dav­ve­ro la so­rel­la Or­nel­la si era ri­tro­va­ta per ca­so sul luo­go dell’omicidio, in quel tar­do po­me­rig­gio del 4 apri­le? Do­po aver vi­sto il fra­tel­lo Car­lo mo­ren­te non ave­va chia­ma­to nes­su­no dei pa­ren­ti, se non la co­gna­ta a Tre­vi­glio, mo­glie di Mau­ri­zio, che sa­reb­be stato arrestato po­che ore do­po. I mi­ste­ri re­sta­no trop­pi.

In fa­mi­glia Uno dei fra­tel­li ar­ri­va in chie­sa con la po­li­zia. Sta scon­tan­do 11 an­ni per aver chie­sto il piz­zo

Il messaggio: «Ora tu gran­de uomo ri­po­sa in pa­ce, gli angeli in cie­lo si­cu­ra­men­te ti han­no ac­col­to»

La cop­pia uc­ci­sa Car­lo No­vem­bri­ni e Ma­ria Ro­sa For­ti­ni

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