Bot­te e col­tel­la­te Ris­sa tra sban­da­ti fi­ni­sce in giar­di­no

Den­tro ma­ri­to, mo­glie (che si sen­te ma­le) e fi­glia. Ar­re­sta­ti 4 ma­roc­chi­ni

Corriere della Sera (Bergamo) - - DA PRIMA PAGINA - To­sca

Due pen­sio­na­ti e la fi­glia si so­no ri­tro­va­ti una ris­sa in giar­di­no e so­no ri­ma­sti bar­ri­ca­ti per un’ora. So­no ser­vi­te quat­tro pat­tu­glie di ca­ra­bi­nie­ri per ar­re­sta­re quat­tro ma­roc­chi­ni: due re­sta­no in cel­la.

Una se­ra­ta da­van­ti al­la ti­vù è di­ven­ta­ta un in­cu­bo per due pen­sio­na­ti, co­stret­ti a bar­ri­car­si men­tre in giar­di­no quat­tro ma­roc­chi­ni si af­fron­ta­va­no de­va­stan­do quel­lo che ca­pi­ta­va a ti­ro. Ve­ner­dì, a Martinengo, Uber­to Me­ri­sio e la mo­glie Ra­che­le Ado­ba­ti, set­tan­ten­ni, so­no ri­ma­sti pri­gio­nie­ri per qua­si un’ora nel­la lo­ro vil­let­ta, in via Mat­teot­ti. Lei si è sen­ti­ta ma­le ed è sta­ta por­ta­ta all’ospe­da­le di Ro­ma­no, do­ve è ri­ma­sta la not­te. Per met­te­re fi­ne al­la guer­ri­glia so­no in­ter­ve­nu­te quat­tro pat­tu­glie dei ca­ra­bi­nie­ri: quat­tro im­mi­gra­ti so­no sta­ti ar­re­sta­ti.

Era­no cir­ca le 21.45, ma­ri­to e mo­glie era­no in cu­ci­na con la fi­glia Ales­san­dra. «All’im­prov­vi­so — rac­con­ta lui — ho sen­ti­to del tram­bu­sto in stra­da e vi­sto un’om­bra da­van­ti al­la fi­ne­stra». «È un la­dro, gli ho gri­da­to — si in­se­ri­sce la mo­glie —, non usci­re e chiu­di la por­ta». Lui ha gi­ra­to il chia­vi­stel­lo e fuo­ri si è sca­te­na­to l’in­fer­no. «Era un ma­roc­chi­no in fu­ga — pro­se­gue l’an­zia­no —. Pro­ve­ni­va da via Bo­lo­gna, do­ve spes­so de­gli stra­nie­ri si ri­tro­va­no vi­ci­no a una ca­bi­na elet­tri­ca, bi­vac­ca­no e be­vo­no la­scian­do in gi­ro le bot­ti­glie. Uti­liz­za­no la no­stra tra­ver­sa per ta­glia­re ver­so il cen­tro». L’im­mi­gra­to, poi iden­ti­fi­ca­to co­me Adil Ja­ber, 30 an­ni, re­si­den­te a Zin­go­nia, era ar­ri­va­to a Martinengo po­co pri­ma. In via Bo­lo­gna ha in­con­tra­to dei co­no­scen­ti, con cui ave­va dei dis­sa­po­ri. All’im­prov­vi­so è scop­pia­ta una li­te. Il tren­ten­ne, se­con­do il rac­con­to de­gli al­tri con­na­zio­na­li coin­vol­ti, avreb­be estrat­to in col­tel­lo fe­ren­do di stri­scio due ri­va­li, me­di­ca­ti poi nel­la not­te con pro­gno­si di 15 e 18 gior­ni. Lo­ro avreb­be­ro rea­gi­to, met­ten­do­lo in fu­ga. Lui ha at­tra­ver­sa­to il giar­di­no di un con­do­mi­nio ed è usci­to da un can­cel­lo sul re­tro. Gli al­tri, die­tro. Al­lo­ra lui ha sca­val­ca­to la re­cin­zio­ne dei Me­ri­sio e ha ini­zia­to a col­pi­re la por­ta, ur­lan­do di far­lo en­tra­re. Al­la fa­mi­glia si è ge­la­to il san­gue. Su­bi­to so­no ar­ri­va­ti i ri­va­li. «Era­no quat­tro o cin­que — ha an­co­ra la sce­na ni­ti­da ne­gli oc­chi Me­ri­sio (ri­ma­sto fi­no al­le 4 a ri­pu­li­re) —, han­no ini­zia­to a ti­rar­si bot­ti­glie, va­si, te­go­le pre­se dal mio mu­ret­to. Il tren­ten­ne ha pro­va­to a for­za­re la por­ta del ga­ra­ge men­tre uno de­gli in­se­gui­to­ri si è ar­ram­pi­ca­to sul bal­co­ne per ber­sa­gliar­lo dall’al­to». «Era­va­mo di­spe­ra­ti — ag­giun­ge la mo­glie —, te­me­va­no che en­tras­se­ro. Era­no fuo­ri di lo­ro. Chis­sà co­sa ci po­te­va ac­ca­de­re». La fi­glia ha chia­ma­to il 112. So­lo quan­do al­la pat­tu­glia del Norm si so­no ag­giun­te quel­le di Ro­ma­no, Ca­ra­vag­gio e Cal­cio, tut­ti i con­ten­den­ti so­no sta­ti im­mo­bi­liz­za­ti. Un ca­ra­bi­nie­re è sta­to col­pi­to a un oc­chio da un pu­gno (15 gior­ni di pro­gno­si). A re­si­ste­re fi­no al­la fi­ne Adil Ja­ber. In ma­net­te so­no fi­ni­ti an­che Ra­doua­ne Al­bab, 36 an­ni e il fra­tel­lo Ra­bi Al­bab, di 35 an­ni, re­go­la­ri, Ab­del­bi Ar­ra­chi­di, di 29 an­ni, clan­de­sti­no con un or­di­ne di car­ce­ra­zio­ne da Ge­no­va per scon­ta­re un an­no e mez­zo per ra­pi­na, re­si­sten­za e le­sio­ni ag­gra­va­te. Un ter­zo fra­tel­lo Al­bab, estra­neo al­la ris­sa, ha col­la­bo­ra­to con i mi­li­ta­ri. Due so­no sta­ti por­ta­ti al pron­to soc­cor­so. Gli al­tri, in ca­ser­ma, cal­ma­ti con fa­ti­ca.

Al pro­ces­so per di­ret­tis­si­ma per ris­sa, re­si­sten­za e le­sio­ni, i fra­tel­li han­no da­to col­pa ad Adil: «È ve­nu­to da Zin­go­nia per il “bu­si­ness fa­ci­le”», la dro­ga. La mic­cia del­lo scon­tro non è chia­ra. Già gio­ve­dì c’era sta­to un di­ver­bio. Ve­ner­dì, ha det­to Ra­doua­ne, Adil l’ha fe­ri­to con un col­tel­lo fuo­ri da una ma­cel­le­ria. L’ac­cu­sa­to ha smen­ti­to; so­stie­ne sia na­to tut­to dal­la ri­chie­sta di 10 eu­ro e di es­se­re scap­pa­to da­gli al­tri per­ché te­me­va lo uc­ci­des­se­ro con sas­si e bot­ti­glie. Ar­ra­chi­di di­ce di es­se­re ar­ri­va­to al­la fi­ne. Il pm ha chie­sto il car­ce­re per tut­ti, gli av­vo­ca­ti Fran­ce­sco Bel­mon­do e Cor­ra­do Be­ni­gni si so­no op­po­sti. Il giu­di­ce An­na Pon­se­ro ha mes­so in cel­la Ar­ra­chi­di e Adil, Ra­bi ai do­mi­ci­lia­ri, Ra­doua­ne è li­be­ro. Bi­lan­cio: ve­ner­dì, ot­to ca­ra­bi­nie­ri più sei soc­cor­ri­to­ri in am­bu­lan­za e au­to­me­di­ca, e al­tri ot­to mi­li­ta­ri al pro­ces­so.

La pau­ra «Han­no ini­zia­to a ti­rar­si sas­si, bot­ti­glie e te­go­le; ci han­no di­strut­to tut­to, te­me­va­mo en­tras­se­ro»

Via Mat­teot­ti La vil­let­ta in cui(nel giar­di­no) quat­tro im­mi­gra­ti ma­roc­chi­ni si so­no in­se­gui­ti, pre­si a bot­te e a sas­sa­te: per cal­mar­li so­no ser­vi­ti ot­to ca­ra­bi­nie­ri

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