Corriere della Sera (Brescia)

Italia con me: si può vincere

Il personaggi­o Giampiero De Carli, rimasto a vivere a Calvisano dopo sei anni da giocatore, torna come allenatore nel Sei Nazioni di Roma. La prima sfida con il Galles

- Luciano Zanardini

Correva l’anno 2000. L’Italia, all’esordio nel Sei Nazioni, ebbe l’ardire di battere 34 a 20 la Scozia al Flaminio di Roma. Era il 5 febbraio. Gli azzurri, trascinati dai calci piazzati di Dominguez, firmarono un’unica storica (la prima nel Torneo) meta con Giampiero De Carli. «È passato tantissimo tempo, ma lo ricordo sempre con piacere. Certo mi piace sottolinea­re – racconta De Carli – anche gli altri successi (tra questi un titolo in Francia, ndr), ma è difficile dimenticar­e l’enfasi che accompagnò quel successo: ci accorgemmo di aver fatto un’impresa, quando ci ritrovammo circondati dall’affetto dei tifosi in festa per le strade della capitale».

L’anno successivo De Carli passò al Calvisano dove trascorse sei anni, vincendo un Campionato e una Coppa Italia prima del meritato ritiro all’età di 36 anni. E nella Bassa il pilone romano ha posto le sue radici, scegliendo di vivere proprio a Calvisano. Quando ha smesso, ha iniziato ad allenare i gialloneri prima di passare in Federazion­e. «Sono rimasto a vivere qui perché mi sono sempre trovato a mio agio». Cambiano gli interpreti non i risultati. «C’è una struttura societaria forte. Quest’anno il Calvisano ha investito su molti giovani interessan­ti che devono ancora scrivere la loro storia. Società, staff e giocatori sono i tre pilastri: stanno facendo da anni il massimo». Dal 2014 Giampiero allena gli avanti della nazionale e si prepara con entusiasmo alla sfida di domenica all’Olimpico contro il Galles, esordio nel Sei Nazioni per il nuovo corso del ct Conor O’Shea.

«Abbiamo lavorato bene – spiega De Carli – soprattutt­o sulla mentalità dei giocatori. Abbiamo avuto tempo per prepararci al meglio, sappiamo cosa fare anche se poi non sempre si riesce a mettere in campo quello che si è imparato. Affrontiam­o una squadra molto forte». Nel quindici azzurro figurano, oltre a Sami Panico (Patarò Rugby Calvisano), anche alcune vecchie conoscenze come Andrea Lovotti, Abraham Steyn, Maxime Mbandà, Leonardo Ghiraldini e il bresciano doc Lorenzo Cittadini. L’Italia non ha alcuna intenzione di fare la comparsa. «Dobbiamo cercare la continuità. Bisogna ripetere le partite viste contro il Sudafrica e contro l’Argentina. Solo con una grande personalit­à possiamo competere con compagini che hanno un ranking certamente migliore. L’imperativo è quello di essere competitiv­i per 80 minuti. Solo così poniamo le basi per qualcosa di importante. Al di là della vittoria, ci interessa davvero dare continuità alle prestazion­i». Con il ct irlandese è mutata anche l’organizzaz­ione. «Tutte le settimane ci incontriam­o e andiamo a visionare le compagini di Eccellenza per parlare e per confrontar­ci con gli allenatori e con i giocatori». La condivisio­ne di un percorso è la premessa per andare lontano. Lo stesso O’Shea ha ribadito in più circostanz­e che uno dei suoi obiettivi è proprio quello di allargare la base degli atleti che potenzialm­ente possono indossare la maglia dell’Italia. Tutti devono sentirsi parte del progetto.

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De Carli L’ex pilone del Calvisano in nazionale dal 2014 allena gli avanti, prima di passare alla Federazion­e ha allenato anche i gialloneri del Calvisano. È pronto per la sfida del Sei Nazioni all’Olimpico di Roma: l’Italia incontra il Galles

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