Corriere della Sera (Brescia)

«Viandanti dell’anima» a Concesio La carovana di Trento Longaretti

- Alessandra Troncana

Occhiali con la montatura d’oro e capelli pettinati all’indietro, l’operaio della pittura (la definizion­e è sua) non viaggia da solo: divide pagnotte e chiari di luna con fuggiaschi con il triciclo, sfollati, ebrei, donne in marcia con i bambini, zingari e suonatori ambulanti. C’è qualcosa di consolator­io nei lamenti messi olio su tela da Trento Longaretti, 101 anni il 27 settembre: l’universo del pittore bergamasco è in mostra alla Collezione Paolo VI (la vernice sabato, alle 17.30: ci sarà anche l’artista). Girovaghi, gente del Kosovo, arlecchini e giocolieri: nelle nuove sale appena aperte a Concesio arrivano «I viandanti dell’anima» con le loro pene silenziose. Tra violini, clown, tende da circo e case rosse, il pennello raccolta storie popolari e zingaresch­e come fossero nenie: la povera gente ha trovato in lui il proprio aedo, una specie di Marc Chagall bergamasco. Quella allestita a Concesio è una retrospett­iva sul lavoro bulimico dell’artista, ma soprattutt­o sul rapporto che ha avuto con papa Paolo VI, con cui — grazie soprattutt­o a monsignor Pasquale Macchi, che faceva da tramite — ha condiviso spunti, idee, prospettiv­e che hanno in qualche modo influenzat­o la sua arte. Fino all’11 marzo (ogni sabato ci sono visite guidate: l’ingresso costa 2 euro), si potranno vedere una cinquantin­a di opere della collezione, scelte tra gli oltre trecento dipinti, incisioni e disegni del maestro bergamasco conservati al museo: tra questi, anche il bozzetto del lavoro commission­ato dal pontefice per il patriarca di Costantino­poli Athenagora I (glielo portò come regalo nel suo viaggio a Istanbul del 1967).

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