Ca­lo­rie.

Aste­ner­si dal ci­bo per bre­vi pe­rio­di al­lun­ga la vi­ta? An­co­ra non ci so­no cer­tez­ze. Ma chi è in buo­na sa­lu­te può pro­va­re un me­to­do sem­pli­ce per ta­glia­re le Da se­gui­re ogni tan­to

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elia­na liot­ta

La sto­ria è fat­ta di cor­si e ri­cor­si, teo­riz­za­va Giam­bat­ti­sta Vi­co. E ora il nuo­vo cre­do ali­men­ta­ri­sta è quell’asten­sio­ne dal ci­bo pro­mos­sa per se­co­li dal­le re­li­gio­ni. Il di­giu­no è di moda. Per di­ma­gri­re, per cu­rar­si, per­fi­no per ra­du­na­re la con­cen­tra­zio­ne pri­ma di una con­fe­ren­za. Stru­men­to lai­co de­sti­na­to a mon­da­re cor­po e spi­ri­to. Nell’in­dui­smo ri­nun­cia­re ai pa­sti av­vi­ci­na all’as­so­lu­to, nel me­se del Ra­ma­dan dei mu­sul­ma­ni al­lon­ta­na le ten­ta­zio­ni, du­ran­te la Qua­re­si­ma dei cat­to­li­ci as­sur­ge a for­ma pe­ni­ten­zia­le. Ora so­no gli scien­zia­ti a in­ter­ro­gar­si sul te­ma, a chie­der­si se re­sta­re ogni tan­to a pan­cia vuo­ta por­ti be­nes­se­re e lon­ge­vi­tà. In tut­ti i ca­si, cre­den­ti o me­no, var­reb­be sem­pre la pe­na di ri­cor­da­re con un sor­ri­so l’am­mo­ni­zio­ne di Sil­va­no Fau­sti, ge­sui­ta e bi­bli­sta: «Il pri­mo di­giu­no è quel­lo di non man­gia­re gli al­tri».

nel­le scim­mie ri­du­ce le Ma­lat­tie

L’in­te­res­se per la ma­te­ria na­sce dal­le spe­ri­men­ta­zio­ni su­gli ani­ma­li. È sta­to di­mo­stra­to che la co­sid­det­ta re­stri­zio­ne ca­lo­ri­ca di­la­ta l’esi­sten­za in tut­te le spe­cie nel­le qua­li è sta­ta te­sta­ta. Dal­le cel­lu­le di lie­vi­to ai ver­mi, dai to­pi ai ca­ni. Se un ani­ma­le vie­ne nu­tri­to con una quan­ti­tà di ca­lo­rie in­fe­rio­re di cir­ca un ter­zo ri­spet­to a quel­la che as­su­me­reb­be qua­lo­ra aves­se a di­spo­si­zio­ne tut­to il ci­bo che de­si­de­ra, vi­ve di più. Tan­to di più: le mo­sche e i ra­gni fi­no al 200 per cen­to in più.

A lu­glio del 2014, la ri­vi­sta Scien­ce ha pub­bli­ca­to un la­vo­ro sto­ri­co, che ha pro­va­to co­me la re­stri­zio­ne ca­lo­ri­ca al­lun­ghi l’aspet­ta­ti­va di vi­ta del­le scim­mie del 30 per cen­to. Non so­lo. Ri­du­ce can­cro, dia­be­te e pa­to­lo­gie car­dio­va­sco­la­ri.

Con ri­sul­ta­ti del ge­ne­re sui pri­ma­ti, so­no sem­pre più nu­me­ro­si gli scien­zia­ti a ri­te­ne­re che an­che nell’uo­mo sia va­li­da l’equa­zio­ne: me­no ca­lo­rie, più sa­lu­te.

nien­te te­ra­pie sen­za con­trol­lo Me­di­co

Dun­que, si po­treb­be­ro az­ze­ra­re pran­zi e ce­ne co­me te­ra­pia per al­cu­ne ma­lat­tie? Oan­che sol­tan­to per di­ma­gri­re? Cal­ma. Le ipo­te­si van­no di­mo­stra­te, ed è quan­to si sta fa­cen­do. Su­gli uo­mi­ni so­no già sta­te te­sta­te cu­re del di­giu­no ma, co­me già ri­por­ta­va nel 2013 una re­vi­sio­ne te­de­sca di al­tre ri­cer­che, i ri­sul­ta­ti so­no ete­ro­ge­nei: cam­bia­no il me­to­do e gli obiet­ti­vi, che van­no dal­la per­di­ta di pe­so al trat­ta­men­to dell’iper­ten­sio­ne.

Si trat­ta an­co­ra di espe­ri­men­ti, c’è pa­rec­chia stra­da da per­cor­re­re pri­ma di ar­ri­va­re a rac­co­man­da­zio­ni pre­ci­se. In al­tri ter­mi­ni, al mo­men­to è im­pen­sa­bi­le che qual­cu­no de­ci­da di se­gui­re un re­gi­me del di­giu­no fi­na­liz­za­to a fre­na­re una pa­to­lo­gia co­me il tu­mo­re o la scle­ro­si mul­ti­pla per con­to pro­prio, sen­za stret­to con­trol­lo me­di­co e fuo­ri da un­pro­gram­ma cli­ni­co. La pri­va­zio­ne di ci­bo, se pro­trat­ta, può­com­por­ta­re mal­nu­tri­zio­ne e pro­ble­mi se­ri, spe­cie in un fi­si­co de­bi­li­ta­to da una ma­lat­tia. Ed è

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