Corriere della Sera - Io Donna

Un romanzo ambientato nel futuro apocalitti­co affronta le nostre paure: il virtuale oscura sempre di più il reale? La democrazia si sta svuotando di ogni contenuto? Seguire la corrente spegne l’idea della libertà?

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In questa visione a tinte fosche, una “minestra troppo salata” la definisce l’autore, la figura forte è una donna, Annelise. Agente di polizia, infiltrata nelle sette, è lei a scoprire l’esistenza dell’ultimo albero.

Cinica, spietata, beffarda, capace di sparare e se necessario di uccidere, molto spesso più “maschile” del protagonis­ta Giulio Brandon, scopre lentamente una vocazione a essere donna che si nasconde sotto i ruoli e le personalit­à che volta per volta è costretta a interpreta­re: “Aveva imparato che il flusso mentale è un paesaggio collinoso: ci si poteva concentrar­e sugli avvallamen­ti o sulle sommità per sperimenta­re lampi di presenza che indeboliva­no la coazione della corrente”. Seguire la corrente fa parte dell’arte di vivere, a patto che non si spenga l’idea insana della libertà. E della vertigine della libertà fa parte anche l’idea che a salvare – o tentare di salvare – il mondo sia una donna.

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