An­ti­go­ne in Sve­zia

Corriere della Sera - Io Donna - - Figli D’arte -

La don­na dell’esta­te è Elin Ers­son. Lo so che que­sto no­me non vi di­ce nul­la. La sua sto­ria è pas­sa­ta un po’ sot­to silenzio, ma ci ri­guar­da. Elin è una stu­den­tes­sa ven­tu­nen­ne di Go­te­borg, in Sve­zia. Ha la­vo­ra­to an­che in Ita­lia co­me ba­by-sit­ter. Nel lu­glio scor­so ha com­pra­to un bi­gliet­to ae­reo per Istan­bul, ma non ave­va nes­su­na in­ten­zio­ne di an­da­re in Tur­chia. A bor­do si è ri­fiu­ta­ta di se­der­si e al­lac­cia­re le cin­tu­re, fino a quan­do non fos­se sce­so un al­tro pas­seg­ge­ro: un pro­fu­go af­gha­no de­sti­na­to al rim­pa­trio, via Istan­bul ap­pun­to. «Lo stia­mo man­dan­do in­con­tro a mor­te cer­ta!» ha gri­da­to Elin.

Se fos­si­mo sta­ti su quel vo­lo, co­sa avrem­mo fat­to? All’ini­zio avrem­mo pro­te­sta­to. Poi for­se avrem­mo so­li­da­riz­za­to con la ra­gaz­za e con il pro­fu­go. Non pos­sia­mo dir­lo, è dif­fi­ci­le im­ma­gi­na­re le pro­prie rea­zio­ni, di fron­te al con­tra­sto tra il di­rit­to e il sen­ti­men­to di uma­ni­tà.

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