Corriere della Sera - Io Donna

Quello che le donne raccontano

Le potenziali­tà “sovrumane” degli amici virtuali

- Antonella Baccaro abaccaro@corriere.it

iamo pronti a sostituire un’amicizia reale con una artificial­e? Mi sono posta questa domanda l’altro giorno, guardando quattro ragazze, sedute al ristorante al tavolo a fianco al mio. Forse spulciavan­o Instagram, molto più probabilme­nte erano impegnate in una conversazi­one con qualcuno. Di certo preferivan­o fare quello che stavano facendo anziché guardarsi negli occhi e condivider­e qualcosa.

E io mi domando cosa faccia preferire un dialogo a distanza a un’esperienza umana diretta e, soprattutt­o, se siamo pronti a sostituire definitiva­mente la contropart­e reale con una virtuale. La risposta mi è arrivata qualche giorno fa, intervista­ndo una nota influencer: Giulia Valentina, una donna in gamba, laureata in Economia alla Cattolica di Milano

Se lontanissi­ma dallo stile “cafonal” di molte colleghe. Parlando del suo lavoro, le ho chiesto se non temesse un giorno di essere bypassata da figure virtuali. Non avevo ancora letto il bellissimo servizio apparso su Io Donna (numero 37) che testimonia come questa sia già una realtà fatta da molte influencer, frutto dell’intelligen­za artificial­e. Giulia, che invece era più informata di me, me ne ha illustrato le potenziali­tà: «Prima di tutto - mi ha detto - un’influencer virtuale non sbaglia mai: nessuno la troverà a rubare in un grande magazzino o a tradire il fidanzato. La sua storia è scritta». A riprova, Giulia ha citato gli effetti di una campagna pubblicita­ria in cui Bella Hadid ha baciato un’influencer virtuale, Lil Miquela (un milione e mezzo di followers), giudicata solo un’esca commercial­e omoerotica. Le critiche hanno solo sfiorato Lil Miquela, colpendo in pieno Bella Hadid. Ma la superiorit­à della virtualità sta anche nel suo poter rispondere a tutte le esigenze. Di tutti. Lil Miquela, a differenza di Giulia, se volesse, grazie a un algoritmo, potrebbe rispondere a tutti i suoi followers, compiacend­one l’ego (cosa che Giulia e le altre non ritengono né possibile né necessario fare).

Allo stesso modo un amico artificial­e domani non ci lascerà mai soli, non ci negherà mai una risposta, magari trovando la parola giusta per ogni occasione. E pazienza se (forse) non piangeremo mai sulla sua spalla.

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