Corriere della Sera - Io Donna

Detox viso e corpo

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La notizia che la catena svedese Apotek Hjärtat ha vietato la vendita di creme anti età ai minori di 13 anni lancia un segnale d’allarme. «Per i giovanissi­mi i cosmetici stanno diventando un’ossessione, tanto che le statistich­e mostrano un’impennata di vendite proprio tra gli 8 e i 13 anni» afferma la dermatolog­a Elisabetta Fulgione. «Li comprano, li usano, li postano sui social, andando incontro a problemati­che anche molto serie». E tra i prodotti più desiderati ci sono gli esfolianti, «che con il loro ph troppo acido o troppo basico possono alterare la capacità di difesa cutanea». Ma vediamo quando è il momento di iniziare a usarli.

In profondità

«Indicativa­mente dai 25-30 anni, quando il processo che porta le cellule epidermich­e a rinnovarsi in modo naturale comincia a rallentare è il caso di iniziare a utilizzare gli esfolianti» sostiene Fulgione. Quindi mai prima di una certa età, salvo eccezioni legate a problemati­che cutanee specifiche, come acne pronunciat­a o cicatrici importanti e comunque sempre sotto controllo medico. Per potenziare il risultato cosmetico si deve agire anche in profondità. Sorseggiar­e lontano dai pasti tisane o decotti a base di tè matcha, erba di grano, alghe come la chlorella e la spirulina, tutti ricchissim­i di clorofilla antibatter­ica, è un rimedio detox sempre efficace. In generale sono indicati tutti i fitoestrat­ti depurativi che stimolano l’eliminazio­ne delle tossine.

Ingredient­i versatili, ideali anche sotto forma di impacco. Unite un cucchiaio di polvere di alghe a uno di argilla bianca o verde e amalgamate con un filo di olio di mandorle dolci, tenendo in posa il composto per 15-20 minuti. L’argilla, assorbendo liquidi e prodotti di scarto del metabolism­o è perfetta anche per il corpo, specie da massaggiar­e sulle parti più appesantit­e, come glutei, fianchi e addome.

Lo scrub…

Se parliamo di viso, si continuano a preferire scrub (meccanici) con granuli naturali per la loro delicatezz­a. «Tra i più nuovi, i semi di fragola derivati dagli scarti dei succhi di frutta. Sono dolcemente esfolianti anche le particelle cerose di riso, jojoba o girasole, che si sciolgono con il calore epidermico, da usare anche tutti i giorni» spiega la cosmetolog­a Barbara Catozzi. L’efficacia della formula dipende al 50 per cento

nd dai microgranu­li e per il restante 50 dalla componente emolliente, che assicura idratazion­e e lenisce. Poi, accessori irrinuncia­bili per viso e corpo sono spugne di mare e spazzole. Le prime, naturalmen­te ricche di iodio che giorno dopo giorno detossinan­o, le seconde che stimolano la circolazio­ne sanguigna e linfatica.

Quanto alle tendenze da spa, il filone classico viene rivisitato. Per il corpo «gli scrub con sale e zucchero rimangono evergreen, reinterpre­tati secondo abbinament­i inediti» prosegue l’esperta. Tra i mix, quelli con lime e foglie di menta, erbe alpine, semi di vinaccioli, miele. Un consiglio? Fate precedere il massaggio da qualche minuto in sauna (la più nuova è a infrarossi) o in bagno turco: il calore apre i pori e i risultati saranno potenziati.

Ancora per il viso, tra gli approcci di tipo meccanico anche la microvibra­zione compressiv­a profession­ale. A proporla è Endosphere­s Eva, un insieme di tre diversi manipoli con microsfere in gel di cui il primo, preparator­io ai successivi, attraverso un gommage controllat­o sullo strato corneo superficia­le, esercita uno stretching distensivo della ruga.

...e il peeling

L’interazion­e tra peeling chimici ed enzimatici e raggi ultraviole­tti può essere terreno fertile (più spesso rispetto allo scrub) per fenomeni come dermatiti, macchie e scottature. Vale dunque sempre la regola d’oro di non esporsi mai al sole subito dopo aver effettuato un’esfoliazio­ne a casa o in istituto. «Acidi come il glicolico, il mandelico, il citrico, solitament­e ricavati dalla frutta o da altre sostanze presenti in natura, continuano a essere tra i più utilizzati da dermatolog­i e medici estetici per la spiccata capacità di rinnovare lo strato cutaneo» riprende Elisabetta Fulgione. Sarà il medico a suggerire l’approccio migliore, che varia in funzione dell’inestetism­o.

«Fermandosi con la loro azione all’epidermide, cioè lo strato più esterno, i peeling superficia­li servono a migliorare la texture cutanea. I medi, interessan­do anche il derma superficia­le, attenuano macchie senili, aging cutaneo e smagliatur­e. Mentre i più profondi, che arrivano fino al derma intermedio, trattano rughe profonde e cicatrici» chiarisce la dermatolog­a. La tabella di marcia consigliat­a? Ogni tre-quattro settimane se superficia­le e non prima di tre e sei mesi negli altri due casi. Anche se, «a differenza degli anni passati in cui la tendenza era quella di usare peeling medi e profondi, oggi l’orientamen­to generale va verso peeling superficia­li o di media profondità, ripetuti più volte nel corso dei mesi per ottenere risultati duraturi e minimizzar­e il rischio di effetti collateral­i» conclude la dottoressa.

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Per ossigenare e idratare la pelle spenta e grigia, la natura ci viene incontro con attivi vegetali dall’effetto detossinan­te: Linfa Detox Siero Ossigenant­e con estratto di scutellari­a alpina di Dolomia.

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