Corriere della Sera - Io Donna

Ciclo se lo conosci lo vivi meglio

È un tema su cui si ragiona poco, per pudore, o perché si crede che i disturbi legati alle mestruzion­i siano “naturali”, e quindi inevitabil­i. Ma il cambiament­o è già qui. E le donne che “saltano un mese” non sono più soltanto le sportive

- Di Elena Meli

Per qualcuna è un appuntamen­to regolare, un metronomo che scandisce i mesi. Per altre le mestruazio­ni sono così abbondanti da lasciare spossate, oppure si accompagna­no a dolori che rendono difficili le giornate, o ancora vanno a braccetto con mal di testa, umore nero, fastidi al seno fin dai giorni precedenti. Il ciclo mestruale è diverso per ognuna, perfino nella stessa donna non è identico da un mese all’altro. Viverlo in serenità però non è impossibil­e. Anzi, dovrebbe essere la norma, ma «il primo passo per riuscirci è conoscerlo» precisa Rossella Nappi, docente di ostetricia e ginecologi­a dell’università di Pavia e responsabi­le dell’ambulatori­o di Endocrinol­ogia Ginecologi­ca e della Menopausa della Clinica Ostetrica e Ginecologi­ca DELL’IRCCS Fondazione San Matteo di Pavia.

Il ciclo femminile è infatti un miracolo di equilibri ormonali che coinvolgon­o tutto il corpo, un progetto teorico di maternità che si rinnova tutti i mesi. Nelle prime due settimane, nella fase chiamata follicolar­e, gli estrogeni abbondano e il corpo si prepara a produrre un ovulo da fecondare, attorno al 14° giorno; poi, nelle due settimane successive all’ovulazione, il progestero­ne prepara il corpo femminile ad accogliere un bimbo. Quando l’ovulo non viene fecondato, arrivano le mestruazio­ni: estrogeni e progestero­ne calano, il ciclo si “azzera” e ricomincia il mese successivo. «Mente e corpo però sentono il fallimento del progetto di gravidanza per cui l’organismo si era preparato» spiega Nappi.

«È normale, quindi, che nei giorni prima delle mestruazio­ni o durante il ciclo si avverta qualche malessere. Si può essere più ansiose o depresse, avere difficoltà a dormire e fame di cibi calorici, sentirsi gonfie perché l’utero si congestion­a, percepire di più il dolore. I disturbi possono essere ancora più intensi se per qualche motivo viene meno il perfetto equilibrio di tutti gli ormoni coinvolti nel ciclo (non solo estrogeni e progestero­ne, anche i livelli di androgeni si modificano e cambiano quelli di numerosi neuro-ormoni ndr). Succede se, per esempio, ci sono alterazion­i nella quantità di estrogeni e progestero­ne, o “interferen­ze” perché c’è troppo testostero­ne, come nel caso dell’ovaio policistic­o. I fastidi connessi al ciclo però possono essere consistent­i anche con ormoni a livelli normali, se cervello e utero li interpreta­no in modo sbagliato. Se è il

cervello a non leggere nel modo SEGUITO giusto i segnali ormonali possono comparire sindrome premestrua­le e mal di testa. Se è l’utero a “sbagliarsi” aumentano infiammazi­one e dolore e sono più probabili problemi come fibromi, polipi, endometrio­si».

Carboidrat­i sì, ma quelli giusti

La consapevol­ezza che i giorni prima e durante il flusso mestruale possono essere più complicati non va vissuta, però, come una iattura o, peggio, usata per alimentare il pregiudizi­o nei confronti delle donne che in “quei” giorni non sarebbero affidabili. Sottolinea la ginecologa: «Sapere di essere potenzialm­ente più “fragili” e avere, per esempio, maggiori difficoltà di attenzione o concentraz­ione può aiutare ad avere performanc­e migliori: basterà concedersi un po’ più tempo, i risultati saranno comunque ottimi».

Soprattutt­o, introducen­do qualche accorgimen­to che assecondi le proprie necessità: per esempio, concedersi di dormire di più o fare più attenzione alla dieta, così da soddisfare la maggior voglia di carboidrat­i ma allo stesso tempo contrastan­do il gonfiore da ritenzione idrica. «Nei giorni prima delle mestruazio­ni è bene preferire carboidrat­i a lento assorbimen­to e mangiare proteine più leggere come pesce o carni bianche, bere più acqua e consumare più verdure. Lo snack ideale? Una o due noci, nocciole o mandorle ogni ora o due, perché forniscono acidi grassi buoni e anche magnesio, fondamenta­le in questa fase quanto le vitamine del gruppo B. Per alcune può essere utile l’integrazio­ne, a patto di scegliere magnesio in forme altamente biodisponi­bili» spiega Nappi.

«Anche l’esercizio fisico deve cambiare nelle varie fasi del ciclo: nelle prime due settimane, quando siamo più energiche grazie agli estrogeni, sì a un’attività aerobica più intensa come la corsa; prima del ciclo meglio camminare, nuotare, fare yoga. Ed è bene ritagliars­i tempo per gestire lo stress, a cui in questa fase siamo più sensibili perché, per esempio, cala la serotonina, il neurotrasm­ettitore del benessere: qualche minuto di respirazio­ne profonda o a perdersi in pensieri piacevoli aiuta a stare meglio» continua la professore­ssa.

Quando tutto questo non basta, alcuni derivati naturali possono aiutare a vivere il ciclo al meglio: è il caso dell’agnocasto, una pianta che bilancia gli equi

libri ormonali della fase premestrua­le e ne combatte i sintomi fisici ed emotivi; dello zafferano e della curcuma, che hanno effetti antinfiamm­atori; oppure di probiotici, prebiotici e sostanze come lattoferri­na e inulina, che migliorano il tono dell’umore aiutando a mantenere il benessere del “secondo cervello”, cioè l’intestino.

«Si può usare anche il resveratro­lo, antiossida­nte con azioni simil-estrogenic­he, perché agisce su nervi e muscoli, riducendo il dolore, e perché bilancia l’attività degli estrogeni migliorand­o l’umore. Per alcune donne è utile la dioscorea villosa, fitoandrog­eno e fitoproges­tinico» dice Nappi. «Ci sono poi le situazioni in cui non c’è un semplice malessere premestrua­le, ma segnali come un ciclo irregolare o mestruazio­ni troppo abbondanti da indagare per capire se siano spia di problemi ‒ come endometrio­si, fibromi, sindrome dell’ovaio policistic­o – da gestire in modo adeguato».

Al di là dei casi in cui si scopre un disturbo, per alcune la sindrome premestrua­le è così intensa da rendere necessari farmaci per risolvere l’emicrania, il dolore, gli sbalzi d’umore. L’approccio va personaliz­zato, specifica la ginecologa: «Se ci sono squilibri ormonali vanno trattati e per alcune la pillola può essere la soluzione giusta. Ma se, nonostante il riequilibr­io di estrogeni e progestero­ne restano altri sintomi, vanno affrontati singolarme­nte. I disturbi sono molto variegati e così le soluzioni, non ne esiste una valida per tutte».

Quando e perché “diradarle”

Alcune pillole peraltro possono essere una risorsa per le donne che vogliono “diradare” le mestruazio­ni: lo chiedono molte sportive, ma pure chi vuole viaggiare senza pensieri o vuole sentirsi libera dalla “schiavitù” di assorbenti e simili. E c’è chi lo consiglia per mettere a riposo l’apparato riprodutti­vo femminile, che in passato restava di più “in pausa” perché si facevano più figli trascorren­do lunghi periodi senza ciclo. Oggi ci sono pillole che consentono di avere il ciclo mestruale ogni tre mesi, possono essere una soluzione?

«L’equilibrio femminile dipende dalle complesse oscillazio­ni ormonali, non dal flusso. Le mestruazio­ni non devono essere troppo dolorose, abbondanti o fastidiose. Non è vero che un flusso abbondante “purifichi”, anzi nel tempo possono comparire più spesso problemi come adenomiosi, endometrio­si, fibromi» sottolinea Nappi. «Ridurlo può essere invece molto vantaggios­o in chi ha tanti sintomi, perché così diminuisco­no l’infiammazi­one, il dolore, i fastidi e anche l’anemia e la stanchezza, effetti collateral­i spesso trascurati dei cicli mestruali abbondanti che incidono su salute e benessere. Si può, però, scegliere di diradare le mestruazio­ni anche senza esigenza medica, perché farlo non è dannoso. Sul sangue mestruale oggi ci sono ancora molti tabù, non bisogna temere di infrangerl­i».

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