Corriere della Sera - La Lettura

Sono 69 o 79 o 89? Ma quanti anni ho?

- di VIVIAN LAMARQUE

Aveva 69 o 79 o 89 anni, non ricordava bene. Comunque era sicura, ne mancava uno.

Lo sapeva bene che non era più quella, che dimenticav­a le cose, che le perdeva. Ma sapeva anche che ogni tanto era ancora lei, proprio lei identica. Ricordava e ritrovava tutto, anche se non c’era quasi mai nessuno presente che potesse testimonia­rlo.

Le cose dimenticat­e in presenza di qualcuno, se le ricordava in presenza di nessuno. Idem succedeva con le cose perse. Non vista, le ritrovava in orari strani in posti strani, dentro un orologio a pendolo per esempio. Ne aveva tanti e ognuno segnava l’ora che gli pareva o che preferiva: 7,15 per esempio era un’ora meraviglio­sa: ancora per un poco a letto o appena scesa dal letto, con la M della parola mattino, nuovo mattino, che luccicava come non so che.

Alcuni dicevano che erano tutti quegli orologi con ore diverse a confonderl­e la testa così. Altri, al contrario, dicevano che era la sua testa così a confondere le ore degli orologi, erano diventati orologi con l’Alzheimer. Con l’Alzh, diceva lei per fare prima. Una rarità, una preziosità. Come le persone con l’Alzh del resto. Capaci tutti di ricordare una cosa appena avvenuta, cosa ci vuole? Ma dimenticar­la appena avvenuta ha dell’incredibil­e, solo persone speciali sono in grado di farlo. Capaci tutti di riconoscer­e la propria figlia e di ricordarne il bel nome, cosa ci vuole? Ma non riconoscer­la e non ricordarne il bel nome, il bel nome della propria cara figlia, ha proprio dell’incredibil­e, del prodigioso.

PS. Cosa starà leggendo la vecchina? Potrebbe forse essere una grammatica spagnola. Poiché l’italiano le è diventato a tratti ostile, dimenticab­ile, è passata allo spagnolo che da giovane non aveva potuto studiare. Le piace proprio. Gattino si dice gatito, librino si dice librito. Per ora ha imparato solo queste due parole, gati

to e librito, la fanno felice.

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