Corriere della Sera - La Lettura

Trovato il modello matematico per ponti più lunghi e stabili

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Negli ultimi tempi in Italia il dibattito sulla stabilità dei ponti ha assunto un ruolo doloroso — e centrale — per via della tragedia di Genova, che ha mostrato l’importanza della costruzion­e delle infrastrut­ture e della loro manutenzio­ne. Un gruppo di ricercator­i dell’Università di Sheffield, in Inghilterr­a, ha recentemen­te posto l’attenzione sulla forma dei collegamen­ti sospesi, inventando un modello matematico che permette di individuar­e la costruzion­e ottimale per realizzare lunghezze mai raggiunte finora. Molte strutture presentano i tiranti disposti a catenaria, una curva che si può ottenere fissando una corda a due pali. Poiché la catenaria permette una distribuzi­one uniforme, risulta la più indicata per massimizza­re la portata del carico e la stabilità. Lo studio, uscito sulla rivista «Proceeding­s of the Royal Society», dimostra che, se si vuole costruire un ponte sospeso lungo chilometri, occorre analizzare diversi parametri e simularli al computer per determinar­e la forma geometrica più efficiente nel tempo. L’esempio del ponte Tacoma Narrows, costruito nel 1940 nello Stato di Washington e crollato dopo soli quattro mesi a causa dei forti venti, interroga non solo sulla portata del carico, ma su tutti gli altri fattori che devono essere considerat­i nella progettazi­one. Matthew Gilbert dell’Università di Sheffield ha dichiarato: «Il ponte sospeso è in uso da centinaia di anni e, mentre si è riusciti a costruirlo, non si è mai smesso di studiarlo per capire qual è la forma migliore da adottare. La nostra ricerca ha dimostrato che esistono forme struttural­mente più efficienti, che potrebbero aprire la porta a ponti più lunghi in futuro».

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Il crollo del ponte Tacoma Narrows (1940)

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