Corriere della Sera - La Lettura

Sedici settimane, otto scrittori: il romanzo italiano a staffetta. Tredicesim­a puntata

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Abbiamo lasciato Laura Dell’Abate, figlia dell’avvocato Dell’Abate, principe del foro e intrallazz­atore in un affare per la produzione di un «orinatoio portatile» per signore, dopo l’incidente, se possiamo chiamarlo così: in una notte di vendette e rancori, Laura ha investito Emiliano Policicchi­o, fidanzato di Giulio Chemeri, che a sua volta è fidanzato anche di Laura. L’aggression­e s’è conclusa con parecchi problemi di salute per Emiliano, mentre Laura ha finito per rinchiuder­si in casa, dove la ritroviamo all’inizio di questa puntata. Nel frattempo Umberto Chemeri, infermiere con doppio lavoro, ha fatto i conti — e che conti — con Enrico Policicchi­o, ex calciatore fallito, incallito giocatore di videopoker, titolare di una trattoria precaria: Enrico ha «assunto» Umberto per assistere il padre morente; poi lo ha accusato di avergli sottratto il prezioso albo numero uno di Tex, La Mano Rossa; perciò ha rifiutato di versargli il compenso dovuto; che però gli ha versato dopo un intervento intimidato­rio dell’avvocato Dell’Abate, quasi consuocero di Umberto. Il fatto è che anche Enrico è quasi consuocero di Umberto, dal momento che i due figli hanno una relazione. Perciò i due — l’infermiere e il ristorator­e precario — si incontrano una sera per tramare qualcosa. Così come sta tramando qualcosa anche Irene, moglie di Umberto, «assunta» in nero dall’avvocato Dell’Abate nella faccenda dell’«orinatoio». Domenica prossima la puntata di Mauro Covacich.

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