Al­me­no Sa­vo­na­ro­la non scri­ve­va ro­man­zi

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La co­sa mi­glio­re del pri­mo ro­man­zo di Pif è la de­di­ca a Di­no Zoff per la pa­ra­ta con­tro il Bra­si­le di Fal­cao che, as­sie­me ai gol di Pao­lo Ros­si, ci fe­ce vin­ce­re il Mon­dia­le 1982. La se­con­da co­sa mi­glio­re di ...che Dio per­do­na a tut­ti è la fra­se del pa­dre di Zoff al fi­glio, al­lo­ra agli ini­zi del­la car­rie­ra, che si la­men­ta­va per aver pre­so gol da un ti­ro che non si aspet­ta­va: «Per­ché non te lo aspet­ta­vi? Era un ti­ro. E tu sta­vi lì a fa­re il por­tie­re, mi­ca il far­ma­ci­sta». Zoff lo rac­con­ta nel­la sua au­to­bio­gra­fia, Du­ra so­lo un at­ti­mo, la glo­ria, li­bro mol­to bel­lo (so­no ra­ri i li­bri bel­li dei cal­cia­to­ri). Non è quin­di fa­ri­na del sac­co di Pif. La fa­ri­na del sac­co di Pif non ri­cor­da quel­la di Zoff. Clau­dia Mor­go­glio­ne, che ha in­ter­vi­sta­to l’ex Ie­na, ora scrit­to­re, ha ca­pi­to me­glio di tut­ti di che ti­po di fa­ri­na si trat­ti: «All’ini­zio ci im­bat­tia­mo in un per­so­nag­gio ma­schi­le che ri­cor­da un po’ cer­ti li­bri di Fa­bio Vo­lo». Io ave­vo pen­sa­to a cer­ti li­bri di Fran­ce­sco Pic­co­lo, for­se ero sta­to trop­po cat­ti­vo. ...che Dio per­do­na a tut­ti è la sto­ria di un ven­di­to­re di ca­se che ha una pas­sio­ne smo­da­ta per i dol­ci e si met­te con una ra­gaz­za che ha una pa­stic­ce­ria (an­zi, più di una). Al prin­ci­pio so­no ro­se e fio­ri (e mol­ti bi­gnè, det­ti sciù al­la me­ri­dio­na­le), ma poi lei sco­pre che lui è un cat­to­li­co tie­pi­di­no e si ar­rab­bia. Da qui in poi, il ro­man­zo fa una straor­za­ta da pau­ra e di­ven­ta un at­tac­co in sti­le fon­da­men­ta­li­sta a co­me gli ita­lia­ni vi­vo­no la re­li­gio­ne. L’esi­to è più che im­ba­raz­zan­te (non tan­to per il mo­do in cui gli ita­lia­ni so­no cri­stia­ni, quan­to per la pre­di­ca sa­vo­na­ro­lia­na di un Pif che si pren­de mol­to sul se­rio). Co­mun­que, la co­sa più pre­oc­cu­pan­te non sta nel li­bro, ben­sì nell’in­ter­vi­sta (sem­pre a Clau­dia Mor­go­glio­ne) do­ve Pif af­fer­ma: «Mi so­no det­to che sa­reb­be sta­to il pri­mo e ul­ti­mo ro­man­zo, ma poi già me ne è ve­nu­to in men­te un al­tro». Er­ra­re è uma­no.

Pif è na­to a Pa­ler­mo nel 1972

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