Corriere della Sera - La Lettura

Il mistero irrisolto di 701 ufo

«Project Blue Book» dedicata a oggetti volanti non ancora identifica­ti

- Di COSTANZA RIZZACASA D’ORSOGNA

Tra gli anni Cinquanta e i Sessanta, all’apice della Guerra fredda, l’Air Force americana indagò segretamen­te su oltre 12 mila avvistamen­ti di oggetti volanti non identifica­ti (Ufo). La maggior parte erano frutto di illusioni ottiche: uccelli, aerei, stelle, comete e luci nella nebbia scambiati per astronavi aliene. A volte l’«ufo» era opera di qualche truffatore; in certi casi vi furono episodi d’isteria di massa.

Settecento­uno di quegli avvistamen­ti rimangono però non identifica­ti ancora oggi, e sono l’oggetto di Project Blue Book, la serie di History Channel sull’omonimo studio top secret con Aidan Gillen ( The Wire, Il Trono di Spade) nel ruolo di J. Allen Hynek, l’astronomo arruolato dal governo come consulente scientific­o. La serie (qui sopra alcune immagini) è prodotta da Robert Zemeckis (regista di Ritorno al futuro e Forrest Gump) e si è appena conclusa negli Usa.

Inizialmen­te scettico, Hynek iniziò a credere davvero ai dischi volanti, e dopo che lo studio nel 1970 venne archiviato, fu uno dei pochissimi ad ammettere che non tutti gli avvistamen­ti esaminati avevano una spiegazion­e logica. In seguito, Hynek condusse in proprio altre ricerche, coniando l’espression­e «incontri ravvicinat­i», e oggi è noto come il padre dell’ufologia.

In realtà, il «Project Blue Book», cui fece riferiment­o anche David Lynch nella seconda stagione di Twin Peaks, era il terzo studio del suo genere. I primi avvistamen­ti, infatti, risalivano agli anni Quaranta, quando il governo americano aveva avviato il «Project Sign» e il «Project Grudge». Entrambi però erano falliti dopo pochi mesi. Finalmente, nel 1952, partì il «Blue Book», il cui obiettivo era indagare sugli avvistamen­ti con metodi scientific­i, per determinar­e se costituiss­ero minaccia alla sicurezza nazionale.

Ogni episodio di Project Blue Book, già rinnovato per una nuova stagione, racconta un diverso avvistamen­to. Dal Mariana Incident del Montana (1950), uno dei primi casi per i quali fu utilizzata l’espression­e «ufo», al mistero delle luci di Lubbock, Texas, nel 1951, fino al Carosello di Washington D. C., l’anno seguente, che gettò nel panico la capitale americana. Dopo questo incidente, la Cia decise che scopo principale dello studio dovesse essere ridimensio­nare i fenomeni, e non più quello di condurre indagini approfondi­te. Nel 1968, il rapporto Condon stabilì che i presunti ufo non erano alcunché di anomalo e il «Blue Book » cessò ogni attività. Oggi però tanti ufologi portano avanti il lavoro di Hynek, e chissà quanti altri studi il governo conduce in segreto.

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