Corriere della Sera - La Lettura

Il futurista fino alla fine amato anche negli Usa

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Per la più grande mostra internazio­nale sul Futurismo organizzat­a al Guggenheim di New York nel 2014 sulla copertina del catalogo spiccava la sua opera del 1939, Prima che si apra il paracadute (sotto). Ora l’aeropittur­a degli anni Trenta di Tullio Crali (Igalo, Dalmazia, oggi Montenegro, 1910-Milano, 2000) approda alla Galleria Comunale d’Arte Contempora­nea di Monfalcone (Gorizia) nell’esposizion­e curata da Marino De Grassi ( Crali & il Futurismo. Avanguardi­a culturale, fino al 12 maggio,comune.monfalcone.go.it). Oltre 80 opere condensano gli elementi della pittura aerea proiettata a descrivere il mondo da un punto di vista nuovo e la sfida del volo meccanico che più di tutti esprime il senso della velocità e il dinamismo celebrati dal movimento di Marinetti. Il pezzo forte è proprio il militare che «danza» nell’aria prima di aprire il paracadute, unico di provenienz­a pubblica (Museo di Udine). Crali, vissuto a lungo a Gorizia, rimase futurista irriducibi­le fino alla fine, incurante della damnatio memoriæ dei critici. (marisa fumagalli)

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