Corriere della Sera - La Lettura

La doganiera annusa tutto: pure la colpa

John Ajvide Lindqvist e «Border»

- Di STEFANIA ULIVI

Quell’etichetta — lo Stephen King svedese — gli sta un po’ stretta. Frutto di un eccesso di pigrizia, fa notare con divertita pazienza. Con chi proprio non trova parentela alcuna, invece, è con gli autori dell’ondata noir scandinava. Perché il cinquanten­ne John Ajvide Lindqvist, a dispetto del successo della sua produzione letteraria, teatrale e cinematogr­afica, anche in patria resta un outsider. Ci ha messo anni — durante i quali ha fatto il mago di strada, lo stand up comedian, l’autore tv — a farsi prendere sul serio e trovare un editore per i suoi romanzi popolati da vampiri, zombie, troll, esseri soprannatu­rali alle prese con gli spigoli, concreti, della quotidiani­tà. Outsider come Tina, protagonis­ta del racconto Gräns che il regista Ali Abbasi, danese di residenza ma di origini iraniane, ha trasformat­o in film, Border. Creature di confine. Una strana creatura davvero, Tina. Impiegata alla dogana con un olfatto straordina­rio, un sesto senso per il crimine (sa odorare colpa, vergogna, paura), le fattezze da Neandertha­l, l’innocenza di una bimba. E un incontro con l’unico essere simile a lei, Vore, che scardina ogni sua certezza.

Ha collaborat­o al film con Abbasi che descrive il suo stile come una forma nordica di realismo magico.

«Quando ci siamo incontrati abbiamo discusso, messo molte cose sul tappeto. Ho scritto la seconda versione della sceneggiat­ura e per due anni non ho saputo più niente. Fino a quando sul cellulare mi è arrivata da un numero sconosciut­o la foto di una donna bruttissim­a con il messaggio: “Che ne pensi?”. Era Eva Melander truccata da Tina. Il film è magnifico, tenero in modo selvaggio. Come la scena di sesso, potente e coraggiosa».

«Border» è una parabola sull’immigrazio­ne?

«Quando lo scrissi il tema non era ancora così politicame­nte dirompente. La questione è cosa scegliamo di tenere fuori e cosa far entrare. Come Paesi e individui».

Continua a considerar­si uno scrittore horror?

«Sì. È un modo di esplorare la mente umana, provare a capire chi siamo in assoluta libertà espressiva. In Svezia non esiste una tradizione, non c’era nulla di simile. È stato difficile ma ho trovato il mio posto nel mondo».

A che cosa sta lavorando?

«Due o tre stesure per il cinema e un progetto tv. E sto scrivendo un nuovo romanzo, Kindness, una storia d’amore, sempre con un tocco soprannatu­rale. Non lascio l’horror. Ma la prima motivazion­e della scrittura è indagare l’amore. È il propellent­e delle storie e della vita. Ho incontrato mia moglie 26 anni fa e senza di lei sarei un essere umano e uno scrittore incompleto».

I suoi autori di riferiment­o? Chi è Tina?

«Tante cose. Fragile e forte insieme. Un’eroina. Una donna di 40 anni alla ricerca di sé. Non capisce da dove arrivi la sensazione di non essere parte della società, di sentirsi diversa. Qualcosa che in molti possono capire anche senza essere troll».

«Anche il vostro regista Lucio Fulci. E, certo, da Stephen King ho imparato tanto. Ma più di tutti direi Clive Barker, per il suo modo di presentare i mostri. Come i Cenobiti di Hellraiser, mostri per scelta intellettu­ale».

Che cosa le fa paura?

«Ciò che spaventa tutti: perdere le persone amate o scoprire che sono diverse da come le conosciamo. Il mio terzo libro, Harbour, è basato su un fatto reale. Quando nostro figlio aveva 5 anni un giorno l’abbiamo perso di vista. La mia paura, assolutame­nte irrazional­e, non era che qualcuno lo avesse preso o che fosse caduto ma che fosse letteralme­nte svanito nel nulla».

Spesso i protagonis­ti dei suoi romanzi sono bambini o adolescent­i. In fondo anche Tina, seppur adulta, in un certo senso lo è.

«È vero. L’adolescenz­a mi affascina perché a quell’età sei pronto a credere al soprannatu­rale. Non hai ancora consolidat­o la tua individual­ità e sei pronto ad ascoltare i sussurri di altre possibilit­à. Quando cresci non sei più diposto a guardare dall’Altra Parte».

 ??  ?? L’autore John Ajvide Lindqvist (Blackeberg, Svezia, 1968, in alto) è sceneggiat­ore e scrittore. Tra i suoi romanzi (pubblicati in Italia da Marsilio), Lasciami entrare (portato sullo schermo da Tomas Alfredson e nel remake Usa da Matt Reeves), L’estate dei morti viventi, Il porto degli spiriti, Musica dalla spiaggia del paradiso e L’altro posto Il film Border. Creature di confine è diretto dal regista di passaporto iraniano ma residente in Danimarca, Ali Abbasi (Teheran, 1981), tratto dal racconto di Lindqvist Gräns. Tina (Eva Melander), impiegata alla dogana, ha un olfatto eccezional­e, come se riuscisse a fiutare il senso di colpa, la paura, la vergogna. L’incontro con Vore (Eero Milonoff) cambia la sua vita e la sua routine. Tina sente che Vore nasconde qualcosa che, però, non riesce a decifrare. Peggio ancora, ne è attratta e la storia d’amore con lui le farà scoprire la sua vera identità. Con Vore, infatti, Tina condivide una natura segreta. Miglior film a Cannes nella sezione Un Certain Regard e candidato per la Svezia all’Oscar come film straniero, uscirà nelle sale italiane giovedì 28 marzo distribuit­o da Wanted, Pfa e Valmyn Le immagini Qui sopra: Eva Melander e Eero Milonoff in due scene di Border. Creature di confine
L’autore John Ajvide Lindqvist (Blackeberg, Svezia, 1968, in alto) è sceneggiat­ore e scrittore. Tra i suoi romanzi (pubblicati in Italia da Marsilio), Lasciami entrare (portato sullo schermo da Tomas Alfredson e nel remake Usa da Matt Reeves), L’estate dei morti viventi, Il porto degli spiriti, Musica dalla spiaggia del paradiso e L’altro posto Il film Border. Creature di confine è diretto dal regista di passaporto iraniano ma residente in Danimarca, Ali Abbasi (Teheran, 1981), tratto dal racconto di Lindqvist Gräns. Tina (Eva Melander), impiegata alla dogana, ha un olfatto eccezional­e, come se riuscisse a fiutare il senso di colpa, la paura, la vergogna. L’incontro con Vore (Eero Milonoff) cambia la sua vita e la sua routine. Tina sente che Vore nasconde qualcosa che, però, non riesce a decifrare. Peggio ancora, ne è attratta e la storia d’amore con lui le farà scoprire la sua vera identità. Con Vore, infatti, Tina condivide una natura segreta. Miglior film a Cannes nella sezione Un Certain Regard e candidato per la Svezia all’Oscar come film straniero, uscirà nelle sale italiane giovedì 28 marzo distribuit­o da Wanted, Pfa e Valmyn Le immagini Qui sopra: Eva Melander e Eero Milonoff in due scene di Border. Creature di confine
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