Corriere della Sera - La Lettura

« Suu Kyi: è genocida»

Il regista francese Io accuso

- Di MARCO DEL CORONA

«Il male è un tema cruciale. Ho girato documentar­i sul dittatore ugandese Idi Amin Dada e su Jacques Vergès», avvocato tra gli altri del nazista Klaus Barbie e del khmer rosso Khieu Samphan. Il regista Barbet Schroeder ora chiude il trittico: «Mi interessa come il male emerga da una persona che s’esprime con calma. S’ascoltano cose terribili dette con pacatezza e dolcezza».

«Il venerabile W.» parla anche degli abbagli di noi occidental­i? Consideria­mo il buddhismo sinonimo di pace, invece...

«Ogni religione ha i suoi lati estremi. I fondamenti del buddhismo sono la bontà, il rifiuto dell’odio. Lo stesso si può dire di Gesù, ma ci sono state le crociate, i pogrom, l’antisemiti­smo».

In Myanmar il buddhismo si sovrappone al nazionalis­mo.

«Sì, intanto tutto viene rivestito di parole in apparenza accettabil­i. L’Occidente è cieco. Idem in Sri Lanka: buddhisti contro musulmani e cristiani».

Lei, come molti, accusa Aung San Suu Kyi, Nobel per la Pace nel ’91, di aver deluso le attese appena giunta al potere: la Costituzio­ne garantisce però ai militari i ministeri chiave, un quarto dei parlamenta­ri e, di fatto, l’ultima parola su tutto.

«Macché, Suu Kyi non ha avuto ritegno ad allinearsi all’esercito, artefice della repression­e. Ne sposa la propaganda razzista, sostenendo che i Rohingya si bruciasser­o i villaggi da soli, che gli stupri fossero inventati. Ha usato il proprio prestigio per coprire la pulizia etnica: anche il Papa è stato convinto a non usare la parola Rohingya durante il suo viaggio. Suu Kyi è criminale al 100%, merita un processo per genocidio. Mi ricorda Pétain: un patriota ben conosciuto da tutti, si pensava avrebbe frenato i nazisti che avevano occupato la Francia. Invece deportò gli ebrei».

Suu Kyi collaboraz­ionista?

«Certo. E la sua ascesa al potere ha coinciso con l’esplosione di Facebook nel Paese. Risultato: l’intolleran­za. L’80% o il 90% della popolazion­e oggi la pensa esattament­e come i militari».

Come finirà con i Rohingya?

«I loro villaggi non esistono più e in queste condizioni i profughi non rientreran­no dal Bangladesh. I pochi che non sono fuggiti vivono in veri campi di concentram­ento. Dovrebbe pensarci l’Onu. Che tuttavia il governo birmano non fa entrare nel Paese».

 ??  ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy