Corriere della Sera - La Lettura

L’autore

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La vita dello scrittore americano James Ellroy (il suo vero nome è Lee Earle Ellroy, Los Angeles, 4 marzo 1948) è segnata da una vicenda tragica: la madre Geneva fu uccisa vicino a casa quando Ellroy aveva 10 anni, nel 1958. L’angoscia per la morte violenta della madre si riaffaccia spesso nei suoi libri: ne nascerà nel 1982 anche un giallo, Clandestin­o (Mondadori). Dopo aver perso anche il padre, il giovane Ellroy lascia la scuola e inizia a vagabondar­e vivendo di lavori saltuari, dormendo nei parchi e finendo anche in carcere per vagabondag­gio: in questo periodo si appassiona alla lettura dei gialli, ed esordisce nel 1981 proprio con un poliziesco, Brown’s Requiem (in Italia Prega detective, Mondadori, 1995). Negli anni Ottanta, con la prima tetralogia di Los Angeles, giunge il successo planetario: i quattro libri sono Dalia nera (che trasforma in giallo una delle storie vere più nere della città) e L. A. Confidenti­al, entrambi diventati film, Il grande nulla e White Jazz (editi da Mondadori). Con il libro tra fiction e non fiction American Tabloid del 1995 (Mondadori) avvia la trilogia americana, e con I miei luoghi oscuri (Bompiani, 1996) scrive un’autobiogra­fia dolente in cui rievoca anche i giorni della morte della madre. Tra i suoi libri più recenti, Ricatto (2012) e Perfidia (2014, entrambi usciti per Einaudi Stile libero)

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