IL NARCISISTA RIMUOVE LE SUE FE­RI­TE APER­TE

Corriere della Sera - La Lettura - - Libri Biografie - Di GIAN­CAR­LO DIMAGGIO

Pen­sa­te al narcisista e vi ven­go­no in men­te all’istan­te il vo­stro ex, l’uo­mo po­li­ti­co ar­ro­gan­te, il ma­na­ger ci­ni­co, l’istrut­to­re mu­sco­lo­so di gym music. Lo de­scri­ve­te fred­do, pri­vo di em­pa­tia, cal­co­la­to­re, suc­chia la vo­stra vi­ta, vi la­scia co­me un in­vo­lu­cro nin­fa­le di ci­ca­la sec­co su un pi­no a lu­glio. Il suo mon­do interno è, in real­tà, di­ver­so. Nel li­bro Il di­sa­gio del nar­ci­si­smo ( tra­du­zio­ne di Lu­cia Cor­nal­ba, Raf­fael­lo Cor­ti­na, pp. 178, € 19) Glen O. Gab­bard e Hol­ly Cri­sp no­ta­no co­me «i nar­ci­si­sti sia­no straor­di­na­ria­men­te in­si­cu­ri cir­ca la pro­pria ca­pa­ci­tà di ama­re ed es­se­re ama­ti». Il per­fet­to con­tra­rio di ciò che ap­pa­io­no.

Il tar­lo che ro­de i nar­ci­si­sti è fat­to di vul­ne­ra­bi­li­tà, uno stri­scian­te sen­so di vuo­to, il sen­so di non ave­re il di­rit­to di esi­ste­re. Han­no «una fe­ri­ta aper­ta» e «un do­lo­re che non dà lo­ro tre­gua». È ve­ro, si mo­stra­no spac­co­ni, pie­ni di sé, so­no ca­pa­ci di un di­sprez­zo che le­de l’au­to­sti­ma di chi sta lo­ro in­tor­no. Cer­ca­no il bel mon­do, ma an­che quel­li che, per una mi­stu­ra di ta­len­to, ten­den­za a splen­de­re e fe­ro­cia, lo rag­giun­go­no, non se lo go­do­no. Spen­go­no la lu­ce la se­ra e af­fio­ra quel­la che de­fi­ni­sco la ma­lat­tia della grande vi­ta. Chi li cu­ra co­no­sce que­ste sfu­ma­tu­re e spes­so rie­sce a ren­der­li pa­dri sen­si­bi­li, col­le­ghi ge­ne­ro­si. Spes­so ri­man­go­no part­ner di­stan­ti.

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