Corriere della Sera - La Lettura

La mirabile collezione dei signori Hahnloser

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Lui era un oculista. Sguardo severo, lunghi mustacchi curatissim­i. Lei aveva studiato pittura a Monaco, disegnava decorazion­i e oggetti. I coniugi svizzeri Arthur Hahnloser (1870-1936) e Hedy Hahnloser-Bühler (1873-1952) venivano da famiglie di industrial­i tessili ma avevano scelto altre vie. Folgorati da Alberto Giacometti, dal

1905 al 1936 diedero vita a una notevole collezione di pittura e a una rete di feconde amicizie. Invitavano gli artisti nella loro casa di Winterthur, Villa Flora, o a Cannes; frequentav­ano i loro atelier, tra Parigi e il Midi. Un’antologia della raccolta Hahnloser, 120 opere, è ora in mostra all’Albertina di Vienna fino al 24 maggio (albertina.at), testimone di mille avanguardi­e. Parte da Ferdinand Hodler, tocca i Nabis (Pierre Bonnard, Edouard Vuillard), Matisse ( Donna in verde, 1917) e i Fauves, risale a Renoir, a Cézanne e van Gogh (sotto: Due girasoli, 1887) fino ai nudi levigati e sgargianti di Félix Vallotton come Il cappello viola del 1907 o La bianca e la nera del 1913. (gian mario benzing)

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