Corriere della Sera - La Lettura

Tre poesie d’amore

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Chi ama non riconosce, non ricorda, trova oscuro ogni pensiero, è straniero a ogni evento.

Mi sono accorto più tardi di tutti gli anni che l’aria sul colle è già più leggera, l’erba è tiepida di fermenti. Dovevo arrivare così tardi a non sentire più spaventi, pestare aride stoppie, raspare secche murate, coprire la noia come uno specchio col fiato.

Sono un uccello prigionier­o in una gabbia d’oro. La selva variopinta è senza colore per me. L’anima s’è trovata la sua stanza intorno a te.

Ci piace l’aria sfatta la derelitta quiete sulla plaga il volo basso degli uccelli migranti tra cespi di alghe, lacere spoglie di velieri.

Oltre il labile vespero qui sostano gli amanti pellegrini, dove ogni sera una fioca speranza li trascina di là dai ponti a una riva di acquitrini, passeggeri sospinti senza requie sulle arene impassibil­i. I testi di Leonardo Sinisgalli (Montemurro, Potenza, 9 marzo 1908 – Roma, 31 gennaio 1981) sono tratti dal volume

Tutte le poesie a cura di Franco Vitelli edito negli Oscar Mondadori. La fotografia dell’autore è pubblicata per gentile concession­e della Fondazione Leonardo Sinisgalli.

Si fatica per anni a sciogliere i nodi, a dare un’immagine favolosa a una ciocca illeggibil­e di segni perduti. 1994

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