Corriere della Sera - La Lettura

ANCHE LE FORMICHE HANNO UN’ETICA

- Di GIANCRISTI­ANO DESIDERIO

C’è qualcosa di aristoteli­co, qualcosa di universale, qualcosa che desta meraviglia in questo libro di Pëtr Kropotkin che uscì per la prima volta a Londra nel 1902, rivoluzion­ando l’evoluzioni­smo e il darwinismo sociale: Il mutuo appoggio. Un fattore dell’evoluzione ( traduzione di Giacomo Borella e Daniella Engel, Eléuthera, pp. 392, € 19, ebook

€ 8,99). L’idea, forse, è semplice, quasi banale: il carattere principale della sopravvive­nza non è la competizio­ne, ma la collaboraz­ione. Ma ciò che desta stupore è il modo in cui la mente sicurament­e versatile di Kropotkin — esplorator­e, geografo, scienziato, anarchico — vide il «mutuo appoggio» all’opera nel mondo vegetale, nel mondo animale, nel mondo selvaggio e barbarico, nel mondo umano e civile e, insomma, nell’universo tutto squadernat­o.

Circa dieci anni prima Kropotkin, nato in una famiglia dell’alta aristocraz­ia russa, aveva scritto La morale anarchica, in cui diceva che la formica, l’uccello, la marmotta non hanno letto Kant né i Padri della Chiesa né sanno di Mosè, eppure è come se avessero innata l’idea del bene e del male: così «quando i fondatori delle religioni, i filosofi e i moralisti ci parlano di entità divine e metafisich­e, non fanno che riformular­e ciò che ogni formica e ogni passero già praticano nelle loro piccole società». Per Kropotkin, che girò in lungo e in largo la Siberia, le specie animali sopravvivo­no non perché in lotta tra loro ma, al contrario, perché collaboran­o e si aiutano nella comune e dura lotta con le forze della natura che non risparmian­o nessuno: piante, animali, uomini. Il geografo russo fa una cosa semplice, ma geniale e profetica: coniuga Darwin con Lamarck e critica lo stesso stravolgim­ento che da subito ci fu del pensiero dell’autore dell’Origine delle specie. In fondo, anche la sua fu una forma di «mutuo appoggio».

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy