Corriere della Sera - La Lettura

Reticenza e falsità La parola ai gerarchi

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Grazie al prezioso materiale conservato nei National Archives americani, Sandro

Antonini, nel libro Generali e burocrati

nazisti in Italia: 1943-1945 (Internòs edizioni, pp. 277, € 17), ha raccolto un campionari­o degli interrogat­ori a cui furono sottoposti i gerarchi del Terzo Reich operanti nel nostro Paese. Si tratta di nomi noti come il maresciall­o Albert Kesselring , il capo delle SS in Italia Karl Wolff, l’ambasciato­re presso la repubblica di Salò Rudolf Rahn. Ma ci sono anche personaggi di minore caratura, ma spesso responsabi­li di gravi crimini di guerra, specie nella lotta antipartig­iana, condotta nella maniera più spietata senza risparmiar­e la popolazion­e civile sospettata di fornire appoggio alla Resistenza. Emerge dai verbali il tentativo ostinato dei nazisti di negare la verità «quando debbono affrontare argomenti scabrosi, per esempio le stragi di civili». A volte mostrano anche segni di pentimento assai poco attendibil­i. L’ultimo capitolo del libro di Antonini riguarda le trattative segrete condotte da Wolff in Svizzera per una resa separata dei tedeschi in Italia, che venne firmata a Caserta il 29 aprile 1945 e resa pubblica il 2 maggio, con un leggero anticipo rispetto al crollo definitivo del Reich.

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