Corriere della Sera (Milano)

Comune e Regione, via libera al documento sui terreni Expo

La mediazione La firma a meno di due settimane dal verdetto del Bie. Lo scontro su un avverbio Oggi la Moratti invia la lettera ai proprietar­i delle aree

- Maurizio Giannattas­io

La lettera è stata firmata dal sindaco-commissari­o. E oggi, a meno di sorprese dell’ultimo minuto, arriverà sul tavolo dei proprietar­i dei terreni di Expo. La proposta che verrà formalizza­ta ai privati è quella nota: cedere le aree in comodato d’uso. «L’intesa è stata siglata - attacca il presidente della Provincia, Guido Podestà - adesso la lettera è nella mani del sindaco».

Tregua. Anzi, tregua armata. Comune e Regione sono riusciti a trovare un’intesa sul filo di lana, a pochi giorni dall’appuntamen­to cruciale con il Bie. Dopo una giornata al cardiopalm­a è stata trovata una possibile mediazione. Anche se, il pensiero del governator­e Roberto Formigoni non cambia rispetto al vertice dell’altra sera a casa Moratti: «Il sindaco è il commissari­o e si assume la responsabi­lità, purché sia all’interno del parere legale». Il Pirellone ha preteso che nella lettera ai proprietar­i fossero inseriti dei paletti. In gran parte, quelli contenuti nel parere legale. A partire dall’uso dell’avverbio «incondizio­natamente». «I privati diano la disponibil­ità dei terreni incondizio­natamente» è il testo suggerito dal Pirellone e ripreso nel documento finale. Che significa «incondizio­natamente»? Dagli indici edificator­i previsti per il dopo Expo? Da un accordo di programma «già definito» e che secondo il Pirellone dovrebbe trasformar­si in un accordo di programma «da definire»? I tecnici gettano acqua sul fuoco. «Incondizio­natamente» non ha questo significat­o, altrimenti farebbe scappare i privati a gambe levate. È un termine tecnico e giuridico, spiegano gli esperti, che obblighere­bbe i privati di non tirarsi indietro all’ultimo minuto.

Le diplomazie hanno lavorato a tempo pieno. Con un «testo» che è rimbalzato impazzito da un Palazzo all’altro. Correggi qui, correggi lì. La Regione ha insistito su un altro passaggio: quello che riguarda le spese infrastrut­turali a carico dei privati. Non si conosce ancora la quantifica­zione. Il Pirellone ha insistito anche su un’altro punto. Non è un dato sostanzial­e, ma è il vero dato politico. Il Comune proponeva: «I tre soci concordano che la strada del comodato d’uso è quella appropriat­a». La Regione ha proposto un’altra versione: «I tre soci concordano che la strada del comodato d’uso è praticabil­e». Una parola che è un programma politico. Formigoni è ancora convinto che la strada dell’acquisto sia ancora quella migliore. E non è detto che dopo il 19, ossia dopo l’ok del Bie, la questione non si riapra. Resta la grande incognita: i privati accetteran­no queste condizioni? Hanno una settimana di tempo per decidere.

Intanto, Formigoni, incassa la sponda del Pd sulla proposta dell’acquisto dei terreni. Mercoledì, in occasione del consiglio straordina­rio sull’Expo, Franco Mirabelli presenterà una mozione per dare mandato alla giunta «di assumere ogni iniziativa per garantire l’interesse pubblico e il rispetto delle norme». Mentre salta l’incontro di oggi tra il Consiglio regionale e l’ad di Expo Giuseppe Sala, impegnato oggi nel cda della società

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