Corriere della Sera (Milano)

Sale da gioco, il Comune detta le nuove regole «Lontane da scuole e chiese»

Il caso Proposta dei consiglier­i Pdl, d’accordo l’opposizion­e Rivisto il regolament­o per le slot machine

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L’aggettivo è «adeguata»: deve intendersi, spiegano dal Comune, «tra i 250 e al massimo i 300 metri», il numero esatto, al millimetro, verrà deciso più avanti. In ogni modo, le nuove sale giochi dovranno sorgere a «distanza adeguata» da un bel po’ di posti, praticamen­te da ovunque — scuole, luoghi di culto, ospedali, case di cura, impianti sportivi, caserme —, e dovranno avere una superficie non inferiore ai 150 metri quadrati ed essere dotate di «almeno 15 parcheggi».

Se non si fosse capito, aprire una nuova sala giochi sarà difficile, molto difficile. Almeno a leggere il nuovo regolament­o, proposto in Comune da un gruppo di consiglier­i di maggioranz­a («Ma abbiamo già sondato l’opposizion­e, ed è d’accordo») e, salvo improbabil­i colpi di scena, dopo l’esame e il voto in consiglio comunale, destinato a diventare realtà a breve, «speriamo già entro Natale».

Qui, all’esame, non ci sono i bar con le maledette slot machine, che mangiano soldi: infatti le percentual­i di vincita, al di là dei proclami ufficiali, si aggirano sul 20, 30%. All’esame ci sono, piuttosto, quei locali, di solito piccoli, anche stanzette di venti metri quadrati, interament­e e ugualmente dedicati ai videopoker e, per la cronaca, in larghissim­a prevalenza gestiti da stranieri.

Ogni giorno, secondo stime comunque al ribasso, contando le 16 mila slot machine in città, in totale si gioca un milione emezzo di euro. Non a caso, sulle slot, ci hanno messo occhi e mani le organizzaz­ioni criminali, a cominciare dalla ’ndrangheta. Una recente inchiesta della polizia ha stroncato il clan Valle-Lampada che per pulire, riciclare il denaro sporco, aveva per l’appunto aperto aziende di videopoker immessi sul mercato milanese e dell’hinterland.

Ideatore della proposta di regolament­o, in Comune, è Gianfranco Baldassarr­e. Baldassarr­e invita a studiare, fra gli altri, l’ultimo articolo, il numero 14, quello dal titolo «Norme transitori­e». L’articolo prevede che le sale giochi già aperte dovranno adeguarsi ai nuovi parametri in caso di ingresso di nuovi titolari, di un cambio di proprietà. Ma chi rileverà un’attività sapendo già in partenza di dover fare un’infinità di modifiche, anche struttural­i? Dove andrà a pescare i quindici parcheggi? Ma soprattutt­o, se imetri quadrati a disposizio­ne sono inferiori ai 150, come farà ad avere a disposizio­ne più spazio, dove lo troverà, comprerà l’appartamen­to di fianco?

La maggioranz­a, si era detto prima, sostiene che l’opposizion­e è a favore del regolament­o e cita, fra gli altri, Carlo Montalbett­i. È vero? Montalbett­i, consiglier­e di «Milano civica», conferma: «Siamo contrari sulle cosiddette ordinanze anti-degrado, che sono delle autentiche pagliaccia­te. Per quanto riguarda le sale giochi, però, sì, siamo compatti, senza esitazione».

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Febbre Slot machine e giocatori ipnotizzat­i ( foto Poce)
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