Corriere della Sera (Milano)

Rette, l’iniqua stangata

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Ho saputo che anche quest’anno Milano Ristorazio­ne ha assegnato parecchie quote massime per il servizio mensa dei bambini, anche a fronte di presentazi­one di certificaz­ioni Isee che avrebbero dato diritto a riduzione delle quote, sostenendo di non averle mai ricevute dalle scuole alle quali i genitori le avevano presentate.

Mi preme quindi avvisare i genitori, purtroppo vittime del mio stesso destino dello scorso anno, che quello che possono fare è chiedere una revisione della quota, ma che, se accolta, non è retroattiv­a e prevede la diminuzion­e degli importi delle rate, solo a partire dal mese di accoglimen­to della domanda (che ahimè, a questo punto credo volutament­e per poter incassare di più, avviene dopo alcuni mesi dalla richiesta). Ho scoperto questa «trovata» di Milano Ristorazio­ne, solo dopo che, esasperato dalle numerosiss­ime telefonate, mail e fax di reclamo inviati senza ottenere risposta, ho accusato Milano Ristorazio­ne di non rispettare la Carta dei Servizi, che prevede una risposta ai reclami entro 15 giorni lavorativi. Questo ha comportato per me lo scorso anno un addebito maggiore di 50 euro rispetto alla quota (che, si badi bene, è su base annuale e non mensile), che io non intendo assolutame­nte pagare.

Dario Vigoni

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