Corriere della Sera (Milano)

Uccisa in casa, preso il convivente

Garbagnate I figli della donna, massacrata con un ferro da stiro: «Quell’uomo era un violento» Bloccato in Veneto con l’auto e i bancomat della vittima. «Fuggiva in Slovenia»

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Lo hanno fermato mentre beveva una birra in un bar di Pontelongo, una paese in provincia di Padova. È durata un giorno la fuga di Paolo Zeffin, 52 anni, disoccupat­o di Paderno Dugnano, sospettato di aver ucciso a colpi di ferro da stiro la convivente Pietranill­a Sanfilippo, vedova e invalida di 55 anni, trovata senza vita nella sua casa di Garbagnate Milanese. L’uomo si trova nel carcere di Padova in stato di fermo.

Non ha ancora confessato l’omicidio, ma nelle sue tasche sono stati trovati 1.500 euro e due bancomat intestati alla vittima. Anche l’auto su cui viaggiava era di proprietà della donna con la quale da un anno conviveva nell’appartamen­to della Cascina del Siolo a Garbagnate.

È qui che mercoledì verso le 19 i carabinier­i l’hanno trovata uccisa, forse ventiquatt­r’ore prima, con quattro coltellate ad un fianco e la testa fracassata con un pesante ferro da stiro a carbonella. I sospetti si sono subito concentrat­i su Paolo Zeffin, risultato irreperibi­le. A portare in Veneto gli inquirenti sono stati i genitori dell’uomo che sono originari di Pontelongo, dove hanno dei parenti.

Grazie anche alle «tracce» lasciate dal telefono cellulare, la fuga del presunto omicida che forse voleva rifugiarsi in Slovenia, è stata bloccata in un bar di Pontelongo. Ora l’uomo è rinchiuso nel carcere di Padova a disposizio­ne del magistrato. Da Udine, dove abitano, ieri mattina sono arrivati a Garbagnate i figli della vittima, Mirian e Andrea Moretti.

«Siamo stati noi ad avvisare i carabinier­i perché non rispondeva al telefono— racconta la figlia —. Eravamo preoccupat­i perché sapevamo che l’uomo con il quale viveva da circa un anno era violento, la picchiava e le portava via tutto. Mia madre aveva gravi problemi alle gambe e non lo voleva allontanar­e perché diceva di aver bisogno di lui. Invece l’ha ammazzata».

«È assurdo che per avere i soldi per comperare la droga si ammazzi una persona», aggiunge il figlio Andrea.

La sorella Vincenzina che abita a Garbagnate e che più volte aveva tentato di convincerl­a a cacciare di casa Paolo Zeffin, commenta: «Le ha portato via tutto, persino l’oro di nostra madre. Lo manteneva come un vero signore e lui le rubava tutto, la picchiava e la maltrattav­a. È un farabutto. Diceva che le faceva schifo, ma aveva bisogno del suo aiuto».

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Indagato Paolo Zeffin, arrestato per l’omicidio della convivente. A fianco il luogo del delitto

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