Corriere della Sera (Milano)

Apprendist­i già a 15 anni: quali sono i pro e i contro

Patto tra Regione Lombardia e ministeri del Lavoro e dell’Istruzione

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Le imprese lo hanno salutato con tiepido entusiasmo. Per i sindacati si tratta di un «condono» dell'abbandono scolastico che rischia di danneggiar­e i giovani. È l'accordo siglato dalla Regione con i ministeri dell'Istruzione e del Lavoro che prevede la possibilit­à di assolvere l'obbligo scolastico a partire dai 15 anni (e non dai 16, come previsto dalla legge) a fronte di un contratto di apprendist­ato che contempli 400 ore di formazione, da svolgersi anche in azienda.

«È un’intesa positiva perché colma le distanze tra il mondo del lavoro e quello della scuola», spiega Marco Accornero, segretario generale dell'Unione Artigiani della Provincia di Milano. E fin qui tutto bene. Ma, in attesa che partano i primi contratti, non mancano le preoccupaz­ioni: «Non si possono trasferire in azienda imeccanism­i burocratic­i della scuola, perché l'accordo non sarebbe convenient­e per il datore di lavoro». Più ottimista invece Massimo Ferlini, presidente della Compagnia delle Opere di Milano: «C'è da augurarsi che dalla Lombardia l'accordo venga esteso a tutta Italia». Scettica, invece, è Fulvia Colombini di Cgil Lombardia: «Avevamo chiesto che una parte delle 400 ore fosse di tipo teorico, ma nell’accordo non viene specificat­o». Le conseguenz­e? «Il pericolo è che i destinatar­i di questi contratti vengano utilizzati come forza lavoro, punto e basta». Ma non basta, a rischiare di più sarebbero gli immigrati «già svantaggia­ti quando si tratta di inseriment­o nella scuola».

Per la Regione, invece, il problema non si pone, con l'assessore al Lavoro Gianni Rossoni che taglia corto: «La capacità formativa di ogni azienda è stabilita dai contratti nazionali collettivi e la normativa è chiara in merito: le 400 ore possono essere portate a termine all’interno e/o all’esterno del luogo di lavoro».

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