Corriere della Sera (Milano)

Il gran giorno di Marisol A casa in braccio al padre

Como La mamma morì in un incidente, lei era nata in ambulanza Papà Rosario: «E’ bella come sua madre»

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COMO— I medici lo avevano detto subito: «Marisol è una tipetta tosta». Cinquanta giorni dopo, eccola, la «tipetta tosta», quattro chili di energia e vitalità avvolti in una tutina rosa fin troppo grande, una manina aggrappata alla felpa di papà Rosario. Il giovane non le toglie gli occhi di dosso. «E’ bella come la mamma», ripete pensando alla compagna, Maria Soraya, morta per le conseguenz­e di un incidente stradale il 17 agosto scorso, quando era al nono mese di gravidanza.

Marisol è nata mentre la mamma esalava gli ultimi respiri. Una dottoressa coraggiosa ha effettuato un cesareo d’emergenza in ambulanza, sul luogo dell’incidente. Non ha potuto salvare Maria Soraya Annibale, 21 anni appena compiuti. Ma ha evitato la morte della piccola che la donna portava in grembo. Per una settimana, la neonata è stata in bilico tra la vita e la morte, poi ha iniziato a respirare da sola. Meno di due mesi dopo, si prepara a lasciare l’ospedale, con la prospettiv­a «di un’esistenza assolutame­nte normale», come assicura il primario di terapia intensiva neonatale dell’ospedale Sant’Anna, Mario Barbarini.

I test clinici effettuati in queste settimana all’ospedale di Como hanno escluso danni cerebrali.

«Marisol sta bene – conferma Barbarini - Dopo l’incidente, è rimasta senza ossigeno per le condizioni disperate della mamma. Temevamo potesse aver subito danni permanenti. Gli esami invece hanno escluso conseguenz­e gravi. La bambina potrà avere una vita normale. Nei prossimi mesi i controlli saranno serrati e la piccola sarà poi seguita costanteme­nte fino all’età scolare, ma ci sono tutte le premesse per essere ottimisti».

Papà Rosario ha deciso di lasciare l’appartamen­to in cui viveva con Maria Soraya, a Villa Guardia. «Andrò a stare a poca distanza, con i miei genitori – dice - Mi aiuteranno a crescere Marisol, ad accudirla, a cercare per quanto possibile di non farle sentire troppo la mancanza della mamma». La voce del giovane s’incrina quando pensa alla compagna. Nei prossimi giorni, dalla Sicilia arriverann­o anche i genitori di Maria Soraya, che non hanno ancora potuto abbracciar­e la nipotina.

Tra le braccia di papà, Marisol si addormenta. Il giovane la sistema nella culla e la affida alla nonna. Poi si lascia andare a uno sfogo.

«Dalla sera dell’incidente il ragazzo che guidava l’auto che ci ha travolti non si è mai fatto vivo – dice senza nascondere l’amarezza – Né lui né i suoi familiari né gli amici che erano sulla macchina con lui. Nessuno si è degnato di dirci una parola. Hanno distrutto due famiglie e hanno negato a mia figlia la possibilit­à di avere una mamma. E non hanno neppure chiesto scusa».

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Lieto fine Marisol tra le braccia del papà, accompagna­to dal primario del Sant’Anna
 ??  ?? L’emergenza Francesca Gatti, medico del 118, e l'infermiere Samuele Sgrò hanno fatto nascere in ambulanza Marisol con parto cesareo dopo l’incidente che è costato la vita alla madre
L’emergenza Francesca Gatti, medico del 118, e l'infermiere Samuele Sgrò hanno fatto nascere in ambulanza Marisol con parto cesareo dopo l’incidente che è costato la vita alla madre

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