Corriere della Sera (Milano)

Caso Fibronit, 374 i morti accertati

Pavia Nell’avviso di chiusura indagini l’elenco delle 569 persone colpite, non soltanto operai della fabbrica Il pm contesta il disastro doloso: «L’azienda conosceva i rischi dell’amianto»

-

PAVIA — L’elenco si apre con Aguzzi Michele e si chiude con Zucchini Natalina: in rigoroso ordine alfabetico sono le 374 persone uccise dall’amianto residenti a Broni o nei vicini comune dell’Oltrepò Pavese. È una «Spoon River» contenuta nell’avviso di conclusion­e indagini con cui il sostituto procurator­e di Voghera Giovanni Benelli ha chiesto di processare dieci tra amministra­tori e dirigenti della Fibronit la fabbrica di amianto che ha cessato la produzione all’inizio degli anni Novanta, ma che è ancora lì in attesa di bonifica.

L’avviso di conclusion­e indagini fotografa nella sua sintesi una delle più estese e silenziose tragedie del lavoro italiane, un dramma che continua a consumarsi perché accanto ai 374 morti le carte giudiziari­e aggiungono 195 persone già colpite da tumori connessi alle polveri killer e che entrano a pieno titolo nell’elenco delle parti lese; in tutto fanno 569 soggetti colpiti.

L’amianto a Broni, insomma, continua a uccidere e l’indagine ha ora messo un punto fermo per evitare che la prescrizio­ne faccia evaporare tutti i reati e lasci centinaia di famiglie senza giustizia. Proprio una scelta della magistratu­ra di Voghera ha comunque garantito maggiore tempo al processo: oltre all’omicidio colposo, ai vertici della Fibronit è contestato infatti anche il reato di disastro doloso, «etichetta» che ha due importanti significat­i.

Da un lato infatti chiarisce che, secondo l’accusa, l’azienda era al corrente dei rischi connessi alla lavorazion­e dell’amianto (noti almeno a partire dagli anni ’60) ma non adottò nessuna precauzion­e per proteggere i lavoratori; dall’altro il disastro doloso è considerat­o reato «permanente» dunque non minacciato dalla prescrizio­ne.

«Quest’ultimo è un fatto nuovo e particolar­mente rilevante— commenta l’avvocato Luca Angeleri, che assiste i familiari di alcune vittime — e che dimostra sensibilit­à riguardo a questa tragedia. Adesso ci aspettiamo che la richiesta vera e propria di rinvio a giudizio e la conseguent­e fissazione dell’udienza arrivino presto: sarebbe auspicabil­e avere una data certa già entro la fine di quest’anno». Il processo Fibronit pareva ormai un’odissea senza fine: benché le morti per amianto a Broni fossero un fenomeno macroscopi­co e inarrestab­ile, solo una decina di anni fa la questione è approdata in sede penale. Ma il fascicolo da allora è passato di mano quattro volte allungando inevitabil­mente i tempi processual­i. Impression­ante, adesso, è scorrere l’elenco delle vittime stilato dalla procura: da esso si evince che la tragedia sta lasciando il segno almeno dalla fine degli anni 80, che da allora non èmai cessata e soprattutt­o che ha colpito non solo persone che lavoravano all’interno della fabbrica, a diretto contatto con le fibre di amianto ma anche chi abitava nelle vicinanze dello stabilimen­to.

Indagini mediche compiute negli anni scorsi dall’Asl di Voghera e da ricercator­i universita­ri hanno inoltre dimostrato che gli abitanti di Broni continuano ad ammalarsi poiché i tumori derivanti dall’amianto hanno un lungo periodo di latenza e che l’incidenza di questi casi a Broni (Comune di appena 9mila abitanti) è superiore anche di 20 volte rispetto al resto d’Italia.

 ??  ?? A cielo aperto Una veduta aerea dell’area dell’ex Fibronit a Broni: il sito è ormai inattivo dall’inizio degli anni 90 ed è in attesa di essere bonificato perché la presenza di amianto e polveri è ancora massiccia. Ma i fondi stanziati sono al momento...
A cielo aperto Una veduta aerea dell’area dell’ex Fibronit a Broni: il sito è ormai inattivo dall’inizio degli anni 90 ed è in attesa di essere bonificato perché la presenza di amianto e polveri è ancora massiccia. Ma i fondi stanziati sono al momento...

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy