Corriere della Sera (Milano)

Fabrice Luchini «Il mio film preferito? Voilà, è italiano. Come mio padre, nato ad Assisi»

- Giancarlo Grossini

Ringrazia con un sentito «merci» Fabrice Luchini quando gli facciamo i compliment­i per una carriera senza cadute che in 18 anni lo ha visto collaborar­e con i più grandi registi d’Oltralpe, da Rohmer a Borowczyk, da Chabrol a Ozon che l’ha scelto — al fianco di Catherine Deneuve — come protagonis­ta della a commedia «Potiche», applauditi­ssima a Venezia e in arrivo sui nostri schermi il 5 novembre.

A Luchini, 58 anni, il Centre culturel français dedica un omaggio con una selezione di titoli in lingua originale da domani al 20 novembre. Un’occasione per scoprire l’attore che in questi giorni sta facendo impazzire Parigi con un reading— «Luchini lit Philippe Muray— che ha costretto il Théatre de l’Atelier a prorogare le repliche fino alla fine di novembre impedendo

all’artista di incontrare il pubblico milanese al Centre sabato 23, dove avrebbe dovuto presentare l’inedito «Les Invités de mon père» (2009) di Anne Le Ny.

Ci saranno altre occasioni, Monsieur Luchini?

«Questi parigini non mi lasciano venire! Non conosco Milano e quindi mi piacerebbe molto. Sono stato a Venezia per “Potiche” e, per dirla con Rimbaud, l’ho vissuta come “une hallucinat­ion simple”: una città incredibil­e».

Cos’altro conosce dell’Italia?

«Roma, la sorgente di tutta la nostra cultura, e poi Assisi, che è la città dove è nato mio padre».

Come definirebb­e la magia del cinema?

«Una combinazio­ne di dialoghi e di attori».

Il film della sua vita?

«Sorpresa: arriva da casa

vostra. Da spettatore, per me il capolavoro assoluto è un vecchio film di Ettore Scola: “Brutti, sporchi e cattivi”».

Prossimi progetti?

«Intanto proseguo all’Atelier con Muray, un autore da far conoscere a tutto il mondo, divertenti­ssimo, oltre che in grado di far riflettere, stimolando il cervello, in un’era come la nostra, dove tutto è all’insegna dell’eccessivo. Poi c’è il lancio di “Potiche”, e a gennaio uscirà il film che ho girato insieme a Carmen Maura, Vorrei venire a Milano ma a Parigi hanno prorogato il mio spettacolo fino a fine novembre

“Les Femmes du 6me étage” di Philippe Le Guay».

Ultimament­e sta interpreta­ndo personaggi molto maschilist­i: per Ozon è un industrial­e di provincia che non ammette che la moglie possa neppure avere un «parere»; per le Guay sarà un severo agente di cambio nella Parigi del 1960. Una scelta anche politica?

«Guardi per me la politica non è altro che un regolament­o del capitalism­o…».

Una curiosità: al Centre si vedrà «Contes immoraux» di Borowczyk: cosa ricorda di quel film entrato nel culto del cinema erotico?

«Che non fu affatto facile lavorarvi. Non tanto per il sottoscrit­to, quanto per la mia giovanissi­ma partner, Lise Danvers, che si fece pure male sulle rocce».

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Cinema1974 «La marea» di Borowczyk2­007 «Le avventure del giovane Molière»
 ??  ?? 2010 Al centro in «Potiche» di Ozon
2010 Al centro in «Potiche» di Ozon
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