Corriere della Sera (Milano)

Echi shakespear­iani e attrazioni fatali

Stephen Petronio e Alonzo King star di MilanOltre Al festival-vetrina dei giovani italiani

- Valeria Crippa

Ha ventiquatt­ro anni e continua ad affascinar­e Milano, modellando­si sui suoi sogni e bisogni culturali. Da oggi il festival MilanOltre è di nuovo in città, forte di un passato pionierist­ico nella ricerca e sensibile a intercetta­re nuovi punti di vista sotto il triumvirat­o artistico di Ferdinando Bruni, Elio De Capitani e Rino De Pace, benché sia in forse l’edizione numero 25 a rischio tagli dei contributi pubblici.

«Lavoreremo in anticipo — assicura l’assessore alla Cultura del Comune Massimilia­no Finazzer Flory — per garantire massima visibilità al festival, trovando link economici con il mondo della moda». Fino al 21 novembre nelle fiammanti sale dell’Elfo Puccini MilanOltre porterà in scena due nomi di vaglio della coreografi­a statuniten­se, i cui lavori saranno presentati in colonne monografic­he, in parte assemblate per gli spazi milanesi, che prevedono quattro prime nazionali e due debutti europei: Stephen Petronio, assente da Milano da quindici anni, e Alonzo King alla guida del Lines Ballet.

Aprirà le danze Petronio in arrivo da New York con un corredo di 16 titoli votati a uno stile che egli stesso definisce « sexy e sensuale, privo di negatività», cresciuto all’ombra della contact improvisat­ion di Steve Paxton.

Ampio lo spettro dei temi toccati da questo coreografo di culto nella Grande Mela fin dagli anni Ottanta: dagli echi scespirian­i di «I Drink the Air before me», in locandina oggi e domani, alle attrazioni fatali tra le musiche di David Bowie e dei Placebo e le poesie di Emily Dickinson, l’11 e 12 ottobre, al virulento «Middlesexg­orge» in cui il post-punk dei Wire diventa denuncia del flagello dell’Aids, in scena il 13 e 14 ottobre.

Atmosfere più rarefatte con Alonzo King che il pubblico milanese ha già potuto ammirare ad Adda Danza: dal 16 al 21/11 l’anima meticcia di San Francisco cambia forma dilatando le suggestion­i jazz di Jason Moran in «Refraction» e i ritmi tabla dell’indiano Zakir Hussain in « Rasa » , per inabissars­i in «Dust and Light» e risorgere nella metafisica «Shéhérazad­e», commission­ata nel 2009 dal Monaco Dance Forum.

MilanOltre scocca una freccia nel panorama italiano con la danza antropolog­ica di Adriana Borriello, «Di me in me» oggi e domani, e con una vetrina sui giovani, dal 14 al 17/10. Domani la danza abbraccerà la moda con il video «Colors in Motion» commission­ato da Luca Missoni a David Parsons.

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 ??  ?? Figure Nella foto grande, Stephen Petronio in azione. Sopra, dall’alto in basso: coreografi­a dal Marocco, Adriana Borriello e Alonzo King
Figure Nella foto grande, Stephen Petronio in azione. Sopra, dall’alto in basso: coreografi­a dal Marocco, Adriana Borriello e Alonzo King
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