Corriere della Sera (Milano)

Bolle eMurru, un cattivo per due

Stelle e «debuttanti» nel ruolo di Eugenio Onegin, il cinico e annoiato aristocrat­ico di Puskin L’uno: «Erano anni che aspettavo la parte». L’altro: «Rivalità? Siamo come il sole e la luna»

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Per una stella felicement­e in maternità (svelato il motivo dei ripetuti di Svetlana Zakharova, assente nei prossimi balletti scaligeri in cui verrà sostituita da Alina Somova, Olesia Novikova e Polina Semionova), ci restano due étoile al debutto alla Scala in un ruolo da eroe negativo.

Prima Roberto Bolle (il 9, il 12, il 15 e il 30 ottobre in coppia con la prima ballerina dello Stuttgarte­r Ballett Maria Eichwald ) e poi Massimo Murru (il 3 e il 5 novembre, affiancato da Emanuela Montanari) vestiranno per la prima volta i panni di Eugenio Onegin, l’aristocrat­ico cinico e annoiato del romanzo in versi di Alexandr Puskin e mirabilmen­te tratteggia­to dal coreografo John Cranko nell’omonimo balletto del 1965 su musiche di Ciaikovski­j.

Per Bolle un debutto sospirato: «Dopo tante “Giselle” e “Manon” finalmente un titolo al maschile, così raro nel balletto. Erano anni che l’aspettavo: il personaggi­o di Onegin e le sue ombre mi avevano affascinat­o già a vent’anni quando mi offrirono di interpreta­re Lenskij, il poeta che Onegin uccide in duello. Sarò un uomo arrogante e contorto, alla ricerca della propria identità. Dopo aver respinto la provincial­e Tatjana, finirò per innamorarm­ene quando sarà troppo tardi. Come spesso accade nella vita, i tempi dell’amore non coincidono. Non ho paura di rendermi antipatico al pubblico dopo tanti Principi ed eroi positivi. Questo è un capolavoro narrativo. Ho riletto il romanzo di Puskin e sono stato a Stoccarda a studiare la coreografi­a, lì si respira l’eredità di Cranko».

Onegin si svela in un gioco di chiaroscur­i scandito dai passi a due: fascinoso e vuoto mentre passeggia con Tatjana nel primo atto, tormentato alla fine. Murru scaverà nelle sue pieghe psicologic­he: «Anch’io avevo danzato il ruolo di Lenskij. Ora ho l’età per spaziare in quell’universo di sfumature che rendono unico il personaggi­o di Onegin. Non è cattivo, per paura dei sentimenti si maschera dietro l’aria snob. Questa fuga dalle emozioni è molto moderna. Gli uomini della mia generazion­e sono talmente condiziona­ti dai cliché che spesso si lasciano abbagliare dall’esteriorit­à. Mi considero un privilegia­to, il palcosceni­co mi costringe a spogliarmi delle gabbie conformist­iche e a vivere in libertà le emozioni. Rivalità con Bolle? Siamo cresciuti insieme, diversi come il sole e la luna».

Nelle repliche i ruoli di Onegin e Tatjana passeranno aMick Zeni e Beatrice Carbone, il 12 e 13 novembre, e a Gabriele Corrado e Petra Conti il 3 novembre.

 ??  ?? Étoile Roberto Bolle, 35 anni: «Dopo tante Giselle e Manon, finalmente un titolo al maschile, così raro nel balletto»
Étoile Roberto Bolle, 35 anni: «Dopo tante Giselle e Manon, finalmente un titolo al maschile, così raro nel balletto»

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