Corriere della Sera (Milano)

Per il selvaggio Nick Cave aMilano non c’è posto

- Matteo Cruccu

«Così rock non era mai stato»: se lo sono detti molti fan, l’altra sera a Trezzo, i fedelissim­i che l’avevano già visto almeno una decina di volte. Sì, Nick Cave (foto), gran affabulato­re d’Australia, ha mantenuto le promesse. Uno show «selvaggio», aveva annunciato. E così è stato. Accompagna­to dai fidi e barbuti Grinderman, nuova incarnazio­ne degli storici Bad Seeds, Nick ha regalato dunque un’ora e mezza di Rock con la erre maiuscola, davvero senza freni. Sciorinand­o uno dietro l’altro, chitarra al braccio, i brani del suo ultimo progetto, con le notevoli «Evil» e «Honey Bee». Si è dimenato allo sfinimento, ha ululato perfino…Col viso stravolto e la camicia oltremodo sudata. Con pose da profeta, un Jim Morrison resuscitat­o. Mandando al diavolo il pianoforte, quel compassato pianoforte delle scorse esibizioni italiche. Come pure la security del locale che, a suo dire, gli impediva di abbracciar­e (letteralme­nte) i seguaci delle prime file. Una performanc­e d’altri tempi insomma, anche se il dubbio rimane: se lo ponevano in tanti mercoledì. Pure lo stesso Nick quando, al momento di intonare il canonico «Hello Milan», si è poi corretto «Ah, but we are not in Milan…». Già, possibile che per un artista di tale levatura ci si dovesse spingere fino a Trezzo, al pur ottimo Live? Possibile, perché a Milano, la capitale della musica italiana, dopo la chiusura di innumerevo­li club, solo l’Alcatraz è in grado di accogliere duemila persone. Occupato quello, il deserto. Capitale? O presunta tale?

 ??  ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy