«Io, ac­cu­sa­to da 18 donne ri­co­no­sciu­to in­no­cen­te»

Son­drio

Corriere della Sera (Milano) - - Lombardia - Bar­ba­ra Ge­ro­sa

«Non scor­de­rò mai quel gior­no. Ero in sa­la ope­ra­to­ria pron­to ad ini­zia­re un in­ter­ven­to. I po­li­ziot­ti so­no en­tra­ti e mi han­no no­ti­fi­ca­to il prov­ve­di­men­to di cu­sto­dia cau­te­la­re. Scor­ta­to da lo­ro so­no usci­to dall’ospe­da­le e ho per­cor­so a pie­di la stra­da prin­ci­pa­le del pae­se per ar­ri­va­re al­la mia abi­ta­zio­ne. Umi­lia­to, espo­sto al pub­bli­co lu­di­brio, qua­si fos­si un cri­mi­na­le. Du­ran­te i suc­ces­si­vi tre me­si di ar­re­sti do­mi­ci­lia­ri ho se­ria­men­te pen­sa­to di far­la fi­ni­ta». Do­me­ni­co Spel­lec­chia, 58 an­ni, ori­gi­na­rio di Avel­li­no, non na­scon­de l’emo­zio­ne, ma la vo­ce è ferma men­tre rac­con­ta la sua vi­cen­da giu­di­zia­ria. Re­spon­sa­bi­le del re­par­to di oste­tri­cia e gi­ne­co­lo­gia dell’ospe­da­le di Chia­ven­na, do­ve ha la­vo­ra­to per 22 an­ni, il 3 di­cem­bre del 2014 è sta­to ar­re­sta­to con l’ac­cu­sa di vio­len­za ses­sua­le su 18 pa­zien­ti. Cin­que si so­no co­sti­tui­te parte ci­vi­le. L’as­so­lu­zio­ne in pri­mo gra­do con for­mu­la pie­na per­ché il fat­to non sus­si­ste, è ar­ri­va­ta qua­si ina­spet­ta­ta. «Ero cer­to che do­ves­se fi­ni­re co­sì, per­ché sa­pe­vo di es­se­re in­no­cen­te, ma te­me­vo che la go­gna pub­bli­ca po­tes­se in­fluen­za­re i giu­di­ci», spie­ga il me­di­co. Le pri­me ac­cu­se da parte di una pa­zien­te che ave­va in cura da più di set­te an­ni. Poi le te­le­ca­me­re e le ci­mi­ci nell’am­bu­la­to­rio dell’ospe­da­le di Chia­ven­na do­ve si svol­ge­va­no le vi­si­te: per due me­si e mez­zo i po­li­ziot­ti han­no fil­ma­to tut­to quel­lo che ac­ca­de­va all’in­ter­no del­lo stu­dio, tro­van­do le pro­ve, secondo l’ac­cu­sa, di al­tri abu­si ses­sua­li. «In real­tà so­no sta­te pro­prio quel­le im­ma­gi­ni a do­cu­men­ta­re che non c’era nul­la di mor­bo­so o pe­nal­men­te ri­le­van­te nel mio com­por­ta­men­to. Nul­la che non fos­se ascri­vi­bi­le a una nor­ma­le vi­si­ta gi­ne­co­lo­gi­ca. Ma so­no sta­ti an­ni ter­ri­bi­li: so­spe­so dal la­vo­ro, al­lon­ta­na­to dal pre­si­dio do­ve ho fat­to na­sce­re più di ot­to­mi­la bam­bi­ni. Ad aiu­tar­mi il so­ste­gno di mia mo­glie, dei miei fi­gli e del­le mol­tis­si­me pa­zien­ti, che han­no cre­du­to in me. Ora vo­glio tor­na­re ad oc­cu­pa­re il po­sto che mi è sta­to ne­ga­to, vo­glio far cre­sce­re il re­par­to che do­po il mio al­lon­ta­na­men­to è sta­to svuo­ta­to. Ho sem­pre di­fe­so le donne, mi so­no sem­pre battuto per lo­ro». La Pro­cu­ra po­treb­be ri­cor­re­re in Ap­pel­lo. «Non ho più pau­ra di nul­la».

Pri­ma­rio Do­me­ni­co Spel­lec­chia ex pri­ma­rio di oste­tri­cia e gi­ne­co­lo­gia a Chia­ven­na

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