«Schie­ra­ti ac­can­to a Sa­la: la par­ti­ta cru­cia­le al Nord Noi li­be­ri dal Pd ro­ma­no»

Il neo­se­gre­ta­rio Pe­luf­fo: il go­ver­no ri­muo­ve le au­to­no­mie

Corriere della Sera (Milano) - - Cronaca Di Milano - Di Mau­ri­zio Gian­nat­ta­sio

Vi­ni­cio Pe­luf­fo, neo­se­gre­ta­rio re­gio­na­le del Pd, il sin­da­co Sa­la pun­ta a es­se­re un pun­to di ri­fe­ri­men­to di quel Nord de­lu­so dal­le po­li­ti­che del go­ver­no gial­lo­ver­de. La sua è una cor­sa so­li­ta­ria o ci sa­rà an­che il Pd?

«Cer­to che il Pd c’è. Il Nord de­ve tor­na­re in agen­da per se stes­so e per trainare tut­to il Pae­se. È il mo­men­to in cui bi­so­gna met­te­re in cam­po tut­te le ener­gie a par­ti­re dal­le am­mi­ni­stra­zio­ni lo­ca­li del cen­tro­si­ni­stra che go­ver­na­no la stra­gran­de mag­gio­ran­za del­le gran­di cit­tà lom­bar­de. C’è bi­so­gno di far sen­ti­re la vo­ce dei sin­da­ci. Sa­la è un pun­to di ri­fe­ri­men­to per la sua buo­na am­mi­ni­stra­zio­ne ed è im­por­tan­te che fac­cia sen­ti­re la sua vo­ce con tut­ti gli al­tri am­mi­ni­stra­to­ri».

Il mal­con­ten­to del Nord se da una par­te pe­na­liz­za i gril­li­ni, dall’al­tra sem­bra fa­vo­ri­re l’avan­za­ta del­la Le­ga. È que­sta la pre­oc­cu­pa­zio­ne di Sa­la.

«Nel con­trat­to di go­ver­no non c’è nul­la che ri­guar­da il Nord. Ma è chia­ro che pro­prio qui in Lom­bar­dia lo scon­tro con i na­zio­na­li­sti e i po­pu­li­sti è più du­ro: la te­sta del M5S è a Mi­la­no il cen­tro­de­stra a tra­zio­ne le­ghi­sta na­sce in Lom­bar­dia. O li scon­fig­gia­mo qui o non c’è al­ter­na­ti­va nep­pu­re a li­vel­lo na­zio­na­le».

Co­me?

«Il Nord ha bi­so­gno di una mag­gio­re au­to­no­mia e di una più am­pia li­ber­ta di com­pe­te­re ol­tre a mag­gio­re coo­pe­ra­zio­ne so­cia­le e mag­gior im­pe­gno nel­la ri­di­stri­bu­zio­ne del­la ric­chez­za».

Mag­gior au­to­no­mia è la bat­ta­glia dei go­ver­na­to­ri le­ghi­sti...

«Il re­fe­ren­dum vo­lu­to da Ma­ro­ni è ser­vi­to al­la pro­pa­gan­da le­ghi­sta ma il pun­to di par­ten­za era giu­sto e ha fat­to be­ne il go­ver­no Gen­ti­lo­ni ad apri­re il ta­vo­lo di con­fron­to con le Re­gio­ni. Ora si trat­ta di por­ta­re a com­pi­men­to quel per­cor­so in ma­nie­ra de­ter­mi­na­ta, co­sa che il go­ver­no non sta fa­cen­do. Ba­sta ve­de­re le pa­ro­le del ministro Fraccaro».

A pro­po­si­to del­le ri­for­me isti­tu­zio­na­li?

«Par­la di re­fe­ren­dum pro­po­si­ti­vo per­ché la de­mo­cra­zia rap­pre­sen­ta­ti­va non ba­sta più, dell’abo­li­zio­ne del Cnel, ma non par­la di Se­na­to fe­de­ra­le. Que­sto go­ver­no ri­muo­ve com­ple­ta­men­te il pro­ta­go­ni­smo del­le au­to­no­mie ter­ri­to­ria­li. Su que­sto il Pd de­ve pre­sen­ta­re una sua pro­po­sta che sa­rà sor­ret­ta dal Pd lom­bar­do con gran­de for­za».

Se Sa­la sen­te il do­ve­re di di­ven­ta­re un pun­to di ri­fe­ri­men­to nel Nord, il Pd lom­bar­do sem­bra vo­ler di­ven­ta­re un pun­to di ri­fe­ri­men­to per il Pd na­zio­na­le. È co­sì?

«Il Pd lom­bar­do è nel­le con­di­zio­ni di di­mo­stra­re che una sua mag­gio­re au­to­no­mia dal Pd na­zio­na­le non è so­lo la ri­chie­sta di un ter­ri­to­rio che si ri­tie­ne ma­tu­ro nel­la pro­pria ca­rat­te­riz­za­zio­ne politica ma che è con­vin­to che que­sta mag­gio­re au­to­no­mia raf­for­zi an­che il pro­fi­lo del Pd a li­vel­lo na­zio­na­le. L’au­to­no­mia politica non la si in­vo­ca ma la si eser­ci­ta. Ed è qui al Nord che si gio­ca la par­ti­ta fon­da­men­ta­le. La que­stio­ne set­ten­trio­na­le non è l’egoi­smo del­le re­gio­ni ric­che ma lo spec­chio del bi­vio che ha di fron­te que­sto Pae­se: ri­pre­sa o de­cli­no. Per que­sto è fon­da­men­ta­le un la­vo­ro co­mu­ne con Sa­la».

In cam­po Vi­ni­cio Pe­luf­fo, clas­se 1971, ex de­pu­ta­to dem, dal no­vem­bre scor­so gui­da il Pd re­gio­na­le

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