Mes­sag­gi mi­ste­rio­si: amo­re fi­ni­to o stra­te­gia di mar­ke­ting

Un pre­sun­to tra­di­to­re mes­so al­la ber­li­na dal­la ex. Vo­lan­ti­ni sul tre­no, au­to di­strut­ta, po­ster a Mi­la­no

Corriere della Sera (Milano) - - Lombardia - Da­vi­de Maniaci

MORTARA (PA­VIA) Il tre­no è sta­to tap­pez­za­to di vo­lan­ti­ni con la fo­to, il no­me e il co­gno­me del fe­di­fra­go e la de­di­ca sprez­zan­te dell’ex fi­dan­za­ta tra­di­ta. Non par­la­no d’al­tro i pen­do­la­ri del­la li­nea fer­ro­via­ria Mortara – Mi­la­no Por­ta Ge­no­va da ie­ri, quan­do han­no tro­va­to, su qua­si tut­ti i se­di­li del con­vo­glio, un bi­gliet­to che non la­scia­va spa­zio a dub­bi. «Sei un tra­di­to­re e un fa­ra­but­to e hai igno­ra­to le mie la­cri­me, ora igno­ra pu­re que­sto. E rin­gra­zia che so­no una si­gno­ra!».

Sto­ria di un amo­re fi­ni­to in ma­lo mo­do o una stra­te­gia di mar­ke­ting per il lan­cio di un pro­gram­ma te­le­vi­si­vo? I dub­bi so­no tan­ti. In­nan­zi­tut­to, un ri­scon­tro del pre­sun­to tra­di­to­re non si tro­va né sui so­cial (co­sa stra­na per un gio­va­ne uo­mo co­me quel­lo ri­trat­to nei vo­lan­ti­ni), né su­gli elen­chi te­le­fo­ni­ci. Ai ca­ra­bi­nie­ri di Vi­ge­va­no, com­pe­ten­ti an­che su Mortara, non ri­sul­ta­no de­nun­ce né se­gna­la­zio­ni in me­ri­to. Le in­cer­tez­ze au­men­ta­no da quan­do in piaz­za Duo­mo a Mi­la­no, qual­che ora do­po, è spun­ta­to un car­tel­lo­ne con lo stes­so iden­ti­co te­sto. Inol­tre, so­pra un’au­to ros­sa po­steg­gia­ta in una stra­da del ca­po­luo­go lom­bar­do, gli stes­si in­sul­ti scrit­ti con una bom­bo­let­ta spray bian­ca, con tan­to di am­mo­ni­men­to: «Rin­gra­zia che so­no una si­gno­ra».

Sul grup­po Fa­ce­book che ha dif­fu­so la fo­to­gra­fia, «La freccia del­le ri­sa­ie», non so­no in po­chi a so­spet­tar­lo. La pa­gi­na era sta­ta crea­ta co­me fo­rum di di­scus­sio­ne sui dis­ser­vi­zi che, a ca­den­za re­go­la­re, i viag­gia­to­ri in tre­no da Mortara e Vi­ge­va­no fi­no a Mi­la­no so­no co­stret­ti a sop­por­ta­re nel­le ore di pun­ta. Al­me­no in que­sto ca­so si so­no fat­ti una ri­sa­ta. Di cer­to, se si trat­tas­se di una cam­pa­gna pub­bli­ci­ta­ria (per pro­muo­ve­re chis­sà co­sa) il ri­sul­ta­to è sta­to ot­te­nu­to. In tan­ti ne par­la­no in que­ste ore. Se, al con­tra­rio, si trat­ta del­la ven­det­ta ama­ra di una don­na tra­di­ta e fe­ri­ta, gli stra­sci­chi sa­ran­no im­pre­ve­di­bi­li. Il pre­sun­to in­fe­de­le è sta­to mes­so al­la ber­li­na e de­ci­ne di mi­glia­ia di per­so­ne or­mai co­no­sco­no il suo vol­to, il suo no­me e la sua pro­pen­sio­ne. So­prat­tut­to nell’epo­ca dei so­cial net­work.

Il fe­di­fra­go So­pra il vo­lan­ti­no sul tre­no,a si­ni­stra l’au­to a Mi­la­no

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