Mal­di­ni e Stan­ko­vic, il der­by dei fi­gli

L’esor­dio di Da­niel e il de­but­to in pan­chi­na di Fi­lip: de­sti­ni e di­na­stie in­cro­cia­te

Corriere della Sera (Milano) - - Da Prima Pagina - Di Car­lo Ba­ro­ni 10

Il der­by ros­so­ne­raz­zur­ro van­ta an­che una lun­ga tra­di­zio­ne di fi­gli d’ar­te. I Mal­di­ni, ar­ri­va­ti al­la ter­za ge­ne­ra­zio­ne, i Maz­zo­la. E al­la vi­gi­lia del­la nuo­va sfi­da stra­cit­ta­di­na si af­fac­cia­no al­la ri­bal­ta di Mi­lan e In­ter al­tri due co­gno­mi no­ti. Do­me­ni­ca scor­sa, con­tro il Ve­ro­na, ha esor­di­to a San Si­ro il cen­tro­cam­pi­sta Da­niel

Mal­di­ni, 18 an­ni, fi­glio dell’ex ca­pi­ta­no e at­tua­le di­ri­gen­te ros­so­ne­ro che ha vin­to di tut­to. E nel­la tra­sfer­ta vit­to­rio­sa di Udi­ne, se­du­to sul­la pan­chi­na di An­to­nio Con­te c’era il por­tie­re Fi­lip Stan­ko­vic, clas­se 2002, fi­glio di De­jan, uno dei pro­ta­go­ni­sti del­la sto­ri­ca sta­gio­ne del Tri­ple­te ne­raz­zur­ro. E già so­no pron­ti i fi­gli di Fon­se­ca e Mar­tins.

Le di­na­stie

La sa­ga di Pao­lo e Ce­sa­re supera quel­la in­te­ri­sta di San­dro e Va­len­ti­no Maz­zo­la

Le gio­va­ni­li

Nel­le squa­dre pri­ma­ve­ra ne­raz­zur­re si tro­va­no gli ere­di Fon­se­ca e Mar­tins

Di ge­ne­ra­zio­ne in ge­ne­ra­zio­ne. Un vol­to che ti sem­bra di ave­re già vi­sto. Quel mo­do di cor­re­re che ti ri­cor­da qual­cu­no. An­che quan­do il ruo­lo cam­bia. Per­ché cer­te co­se le hai den­tro. E al­lo­ra è più fa­ci­le ti­rar­le fuo­ri.

I fi­gli, per­si­no, i ni­po­ti d’ar­te nel cal­cio so­no una tra­di­zio­ne. La re­go­la in­se­gna che il ge­ni­to­re era sem­pre un po’ me­glio. Ma an­che no. E le ec­ce­zio­ni pren­do­no cam­po. Chi sce­glia­mo tra Ce­sa­re e Pao­lo (Mal­di­ni)? Più bra­vo Va­len­ti­no o San­dro (Maz­zo­la)? Di si­cu­ro si ca­sca sem­pre be­ne. Con una cer­tez­za: il me­stie­re di fi­glio è com­pli­ca­to. Il co­gno­me pe­sa e ades­so ce l’hai per­si­no scrit­to sul­la ma­glia. San­dro Maz­zo­la ri­cor­da che ave­va an­che pen­sa­to di mol­la­re il cal­cio. «Li sen­ti­vo i com­men­ti a bor­do cam­po dei ti­fo­si che ave­va­no vi­sto gio­ca­re mio pa­dre Va­len­ti­no. Un paragone im­pos­si­bi­le da reg­ge­re. Lui, per mol­ti, il più gran­de cal­cia­to­re ita­lia­no di tut­ti i tempi, il ca­pi­ta­no del Gran­de

To­ri­no. E a ogni ti­ro, ogni pas­sag­gio scat­ta­va la sen­ten­za. Di con­dan­na. Fe­ci un pro­vi­no con il Sim­men­thal, la squa­dra di basket. Era­no di­spo­sti a in­gag­giar­mi. Poi ri­nun­ciai».

Il der­by di do­me­ni­ca pros­si­ma po­treb­be ve­de­re in cam­po due co­gno­mi che han­no fat­to la sto­ria di San Si­ro e di tut­ti gli al­tri sta­di del mon­do.

Mal­di­ni e Stan­ko­vic. Il fi­glio di Pao­lo e ni­po­te di Ce­sa­re, Da­niel, 18 an­ni, ha esor­di­to nell’ul­ti­ma di cam­pio­na­to con la ca­sac­ca ros­so­ne­ra. Il non­no l’ha in­dos­sa­ta 412 vol­te in do­di­ci an­ni di car­rie­ra. Il pa­pà ad­di­rit­tu­ra 902, sem­pre la stes­sa, ed esor­dì a 16 an­ni. Mi­glio­ra­re que­sti pri­ma­ti per Da­niel sa­reb­be da guin­ness. In­tan­to ha co­min­cia­to. Pao­lo si è emo­zio­na­to a ve­de­re il fi­glio a San Si­ro ma «sen­za com­muo­ver­mi trop­po». Da­niel è sem­bra­to co­raz­za­to. «È sta­to un so­gno» ha com­men­ta­to per poi con­clu­de­re da con­su­ma­to pro­fes­sio­ni­sta: «Pec­ca­to per il ri­sul­ta­to. Spe­ria­mo la pros­si­ma vol­ta di por­ta­re a ca­sa i tre pun­ti». Che poi «la pros­si­ma vol­ta» sa­reb­be il 9 feb­bra­io, la do­me­ni­ca del der­by...

Sul fron­te ne­raz­zur­ro la par­ti­ta con l’Udi­ne­se ha re­gi­stra­to la pri­ma pan­chi­na per Fi­lip Stan­ko­vic, clas­se 2002. Por­tie­re. Qua­si una ne­me­si spor­ti­va vi­sto che il pa­pà De­jan con i nu­me­ri uno ave­va un rap­por­to con­flit­tua­le. Fil era già sta­to in­se­ri­to nel­la li­sta Cham­pions e ha vi­sto il suo com­pa­gno Espo­si­to far par­te in pian­ta sta­bi­le del­la pri­ma squa­dra. An­che per lui ri­per­cor­re­re le or­me pa­ter­ne si­gni­fi­che­reb­be al­za­re tro­fei e cu­cir­si scu­det­ti. Ma al­me­no, vi­sti i ruo­li, non ha l’as­sil­lo del paragone ob­bli­ga­to.

Dei Maz­zo­la si sa tut­to. I due fra­tel­li San­dro e Fer­ruc­cio, due car­rie­re di­ver­gen­ti, co­min­cia­te con la stes­sa ma­glia. Ma so­lo San­dro ca­pa­ce di ri­ta­gliar­si un po­sto non all’om­bra del pa­pà Va­len­ti­no. Suo il gol più ve­lo­ce in un der­by. Fer­ruc­cio pro­se­guì una car­rie­ra me­no luc­ci­can­te an­che se per nien­te ano­ni­ma con La­zio e Venezia. E par­te­ci­pò da non pro­ta­go­ni­sta al­la sta­gio­ne del­la Gran­de In­ter.

Oscu­ra­ti dal pa­dre in­gom­bran­te, in tut­ti i sen­si, i fra­tel­li Sko­glund. Evert e Gior­gio. Il ge­ni­to­re, Len­nart det­to Nac­ka, la «pan­noc­chia oscil­lan­te», il cal­cia­to­re sve­de­se più fa­mo­so di tut­ti i tempi. Da­van­ti an­che a Ibra­hi­mo­vic, per di­re. Evert gio­cò nell’In­ter, Gior­gio nel Mi­lan. De­ci­se co­sì la mam­ma, Nuc­cia Zi­ril­li, che era sta­ta miss Ca­la­bria. Ma per lo­ro nien­te fi­na­le dei Mon­dia­li co­me per Nac­ka che sfi­dò, nel 1958, con la sua Sve­zia, il Bra­si­le di Pe­lè. Evert mi­se in­sie­me sei pre­sen­ze con i ne­raz­zur­ri e Gior­gio po­chi spic­cio­li. Poi ap­pa­ri­zio­ni nei cam­pio­na­ti mi­no­ri sem­pre in­se­gui­ti da un no­me trop­po pe­san­te da in­dos­sa­re.

Al­tri due fu­tu­ri ne­raz­zur­ri han­no un pa­tri­mo­nio ge­ne­ti­co da Se­rie A. Ma­tias Fon­se­ca, 19 an­ni a mar­zo, fi­glio di Da­niel, e an­che il non­no Ma­nuel gio­ca­va. E il gio­va­nis­si­mo Ke­vin Mar­tins, 15 an­ni: le ca­prio­le del pa­pà Oba Oba so­no an­co­ra ne­gli oc­chi di chi fre­quen­ta­va San Si­ro.

Fi­lip Stan­ko­vic e Da­niel Mal­di­ni

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