Au­to da­van­ti al San Pao­lo Mul­te in­giu­ste

Corriere della Sera (Milano) - - Primo Piano - Di Fran­ce­sca Milani

In un mo­men­to tan­to con­ci­ta­to quan­to quel­lo at­tua­le, da pa­zien­te, da cit­ta­di­na, da ma­dre, vo­glio espri­me­re am­mi­ra­zio­ne, rin­gra­zia­men­to e sti­ma a tut­ti gli ope­ra­to­ri sa­ni­ta­ri coin­vol­ti in que­sta emer­gen­za, in par­ti­co­la­re ai pe­dia­tri dell’ospe­da­le San Pao­lo che prov­ve­do­no con co­stan­za, pa­zien­za e si­cu­rez­za scien­ti­fi­ca al­la cu­ra mia e dei miei fi­gli. Ed è be­ne ri­cor­da­re che que­sto non av­vie­ne so­lo og­gi ma da sem­pre con la stes­sa at­ten­zio­ne. Ve­do l’at­ten­zio­ne e l’im­pe­gno da lo­ro pro­fu­so ogni gior­no al fi­ne di for­ni­re la mi­glio­re as­si­sten­za pos­si­bi­le, no­no­stan­te tut­te le pro­ble­ma­ti­che che spes­so si tro­va­no ad af­fron­ta­re. Sa­pe­re di po­ter­si fi­da­re e af­fi­da­re fa la dif­fe­ren­za. Ed è di fron­te a que­sto che mi so­no po­sta una do­man­da. So­no sta­ta qual­che gior­no fa in ospe­da­le, in pie­na emer­gen­za in cor­so, con la mia bam­bi­na. Do­po aver ri­ce­vu­to as­si­sten­za so­no tor­na­ta all’au­to. Non so­lo la mia, po­steg­gia­ta su li­nee blu, ave­va la mul­ta per as­sen­za di ticket. Ma an­che tan­te al­tre chia­ra­men­te di me­di­ci e ope­ra­to­ri sa­ni­ta­ri dell’ospe­da­le poi­ché con i re­la­ti­vi pass di iden­ti­fi­ca­zio­ne. Mi so­no chie­sta, ma è giu­sto? In un mo­men­to del ge­ne­re, do­ve mi im­ma­gi­no me­di­ci e in­fer­mie­ri rag­giun­ge­re con­ci­ta­ti il po­sto di la­vo­ro per da­re as­si­sten­za ed es­se­re pre­sen­ti sem­pre. È giu­sto al­la fi­ne del­la gior­na­ta pu­nir­li per­ché non han­no prov­ve­du­to al pa­ga­men­to del ticket? Con que­sto non vo­glio di­re sia cor­ret­to non os­ser­va­re il co­di­ce del­la stra­da. Ma so­prat­tut­to in un mo­men­to co­me que­sto, da­van­ti a un ospe­da­le è cor­ret­to an­da­re a ves­sa­re chi lì den­tro la­vo­ra e prov­ve­de all’as­si­sten­za ur­gen­te dei pa­zien­ti? Sen­za poi con­ta­re la cor­ret­tez­za nel ves­sa­re an­che gli stes­si pa­zien­ti, che se si re­ca­no in con­te­sti ospe­da­lie­ri, so­prat­tut­to ora, non è cer­to per di­ver­ti­men­to. Mi chie­do, è giu­sto? Per­ché que­ste per­so­ne non so­no tu­te­la­te? Per­ché al­la fi­ne del­la gior­na­ta, do­po aver svol­to il pro­prio la­vo­ro con de­di­zio­ne e pas­sio­ne, de­vo­no tro­va­re una mul­ta co­me rin­gra­zia­men­to? È so­lo que­sto dav­ve­ro il rin­gra­zia­men­to che pos­sia­mo dar­gli?

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