Im­pre­se, scon­tro con i sindacati

Tu­te­le sa­ni­ta­rie, im­pe­gni gra­vo­si e ri­pre­sa eco­no­mi­ca Il di­bat­ti­to a di­stan­za tra sin­da­ca­to e im­pren­di­to­ri Lo scon­tro su pro­du­zio­ne ral­len­ta­ta e ser­vi­zi es­sen­zia­li

Corriere della Sera (Milano) - - Da Prima Pagina - di R. Quer­zé e G. Ros­si

Al­lar­me del sin­da­ca­to: «Trop­pi al la­vo­ro, pron­ti a scio­pe­ra­re». Le dit­te: for­ni­tu­re a ri­schio.

«Fi­ni­ta que­sta guer­ra scri­ve­rò quel­lo che ho vi­sto. Le sof­fe­ren­ze dei ma­la­ti e le fa­ti­che dei me­di­ci. E an­che quel­le del­le im­pre­se, co­stret­te al­la lot­ta per la so­prav­vi­ven­za», di­ce all’al­tro capo del fi­lo il pre­si­den­te di Con­fin­du­stria Lom­bar­dia, Mar­co Bonometti.

Sì, pe­rò le im­pre­se sono fat­te di per­so­ne. «E cre­de che non lo sap­pia? Gli im­pren­di­to­ri sono per­so­ne. Il coronaviru­s non guar­da in fac­cia a nes­su­no».

Co­sa pen­sa del de­cre­to che ie­ri se­ra ha sti­la­to la li­sta dei set­to­ri non es­sen­zia­li che da mer­co­le­dì do­vran­no te­ne­re chiu­so?

«Non va. Sono esclu­si in­te­ri set­to­ri co­me la me­tal­lur­gia e la me­tal­mec­ca­ni­ca».

Se bi­so­gna chiu­de­re quel­lo che non è es­sen­zia­le, da qual­co­sa bi­so­gne­rà pur par­ti­re.

«No, ve­de, è pro­prio sba­glia­ta a mon­te l’idea di vo­ler chiu­de­re set­to­ri in­te­ri. Nel­la me­tal­mec­ca­ni­ca, per esem­pio, pos­so­no es­ser­ci azien­de che fan­no com­po­nen­ti per im­pre­se far­ma­ceu­ti­che o dell’ali­men­ta­re. Il fat­to di ob­bli­gar­le a chiu­de­re ri­schia di com­pro­met­te­re l’ar­ri­vo su­gli scaf­fa­li dei far­ma­ci e del­la pa­sta». Pe­rò si la­scia mar­gi­ne al­le im­pre­se di chiedere de­ro­ghe ai pre­fet­ti.

«Un si­ste­ma che com­pli­ca le co­se e ren­de­re tut­to più bu­ro­cra­ti­co e dif­fi­ci­le. Così non va».

Se gli im­pren­di­to­ri non sono sod­di­sfat­ti il sin­da­ca­to mi­nac­cia lo sciopero ge­ne­ra­le.

«Tro­vo la mi­nac­cia di sciopero ge­ne­ra­le as­sur­da. Que­sto prov­ve­di­men­to ri­schia di can­cel­la­re le no­stre fi­lie­re che han­no trai­na­to la ri­pre­sa del Pae­se do­po la crisi del 2008. Con­di­vi­dia­mo con il governo l’iden­ti­fi­ca­zio­ne dei pro­ble­mi ma non i me­to­di e le ri­spo­ste. Così ci fac­cia­mo ma­le da so­li».

Il pre­si­den­te del­la Re­gio­ne Fon­ta­na chie­de­va la chiu­su­ra del­le fab­bri­che già una settimana fa. Lei è sem­pre sta­to con­tra­rio...

«Noi ab­bia­mo sem­pre det­to che l’emer­gen­za coronaviru­s an­da­va af­fron­ta­ta a li­vel­lo eu­ro­peo an­ti­ci­pan­do le fe­rie in tut­to il con­ti­nen­te. Con il pro­to­col­lo del 14 marzo fir­ma­to con i sindacati ab­bia­mo di­mo­stra­to che la sa­lu­te vie­ne pri­ma di tut­to. I no­stri di­pen­den­ti sono il ve­ro pa­tri­mo­nio del­le no­stre im­pre­se».

Ma il con­ta­gio non si fer­ma. Che fa­re? «Bi­so­gna fer­ma­re la me­tro­po­li­ta­na. O au­men­ta­re le cor­se per ri­dur­re l’affollamen­to». Per­ché non si rie­sco­no an­co­ra a pro­dur­re ma­sche­ri­ne in nu­me­ro ade­gua­to?

«Le no­stre im­pre­se si stan­no ri­con­ver­ten­do. Ma ser­vo­no mac­chi­na­ri, omo­lo­ga­zio­ni. E tut­to que­sto non si può fa­re dal­la mat­ti­na al­la se­ra».

(Boz­zo)

Off limits I par­chet­ti «vie­ta­ti» all’ombra del­le tor­ri del Bo­sco Ver­ti­ca­le

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