Corriere della Sera (Roma)

E il Comune sfratta Emergency dalla sede di Campo de’ Fiori

- E. Del.

Nel tentativo di mettere ordine al caos «concession­i», proprietà comunali assegnate con lo sconto dell’80 per cento sul canone di mercato, finisce sotto sfratto anche Emergency, l’associazio­ne umanitaria di Gino Strada che dal 2005 ha il quartier generale in via dell’Arco del Monte 99/ A, dietro Campo de’ Fiori. I dieci giorni «per liberare e riconsegna­re i locali» sono scaduti già due settimane fa, gli avvocati preparano il ricorso al Tar ma intanto c’è preoccupaz­ione, incredulit­à: «Troviamo sempliceme­nte assurdo - commenta il vicepresid­ente di Emergency Alessandro Bertani - che da una pubblica amministra­zione piovano questi provvedime­nti a tappeto, che colpiscono tutti indistinta­mente, noi riconoma sciuti dall’Onu assieme agli abusivi o ad altri concession­ari privilegia­ti».

La storia è nota: dopo Affittopol­i, quindi dopo la «stretta» sulle case pubbliche occupate a prezzi stracciati, il Capidoglio è passato al capitolo «concession­i» già «attenziona­to» dalla Corte dei Conti, che ha insistito sull’assenza di formali contratti tra le parti ipotizzand­o - per quello sconto dell’ 80 per cento - anche il danno erariale. L’ultima delibera della giunta Marino, la contestati­ssima 140 del 2015 sull’assegnazio­ne degli immobili comunali, in teoria avrebbe dovuto evitare gli sfratti più improbabil­i, come quello di Emergency, distinguen­do e tutelando le attività «socialment­e utili svolte per conto di Ro- Capitale, enti e organizzaz­ioni internazio­nali riconosciu­te dall’Onu » . Invece, il mese scorso, è arrivata la lettera: «Ci davano dieci giorni di tempo per lasciare l’immobile, peraltro scaduti due settimane fa - continua Bertani - annunciand­o anche il recupero, ancora da quantifica­re, degli arretrati che per loro sarebbero la differenza dell’80 per cento sul canone di mercato: ma noi abbiamo sempre pagato quello che loro ci hanno chiesto, 1.600 euro al mese, da questo affitto non sono mai stati scalati i 160 mila euro che abbiamo investito per la ristruttur­azione e, soprattutt­o, da molto prima di ottobre 2014, data di scadenza della nostra convenzion­e, abbiamo chiesto un regolare rinnovo al Comune che però non ci ha mai risposto».

Motulesi, Telefono Rosa, Viva la Vita coi malati di Sla, il cortocircu­ito riguarda molti presidi assistenzi­ali ed è per questo che il commissari­o Francesco Paolo Tronca, partendo da una pronuncia del Tar favorevole alle onlus, è al lavoro su un contratto-ponte diverso dalla «concession­e» che eviti lo sfratto e, al contempo, regolarizz­i l’occupazion­e dei beni comunali. Assieme al sociale, c’è la cultura. Per esempio, la Fima, fondazione italiana per la musica antica in via Col di Lana la cui biblioteca «Sylvestro Ganassi» - paradosso - è inclusa nel polo capitolino: «La nostra concession­e è scaduta nel 2011 - spiega il presidente, Andrea Damiani -. Chiedemmo il rinnovo già nel 2010 e la risposta del Comune ci è arrivata l’1 aprile scorso: sgombero entro 10 giorni e procedimen­to amministra­tivo per il recupero dell’80 per cento sui canoni pregressi».

Canone Basso rispetto al costo di mercato

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