IN RICORDO DI TOMMASO MOSSA MORTE ASSURDA SUL­LE STRISCE

Corriere della Sera (Roma) - - LETTERE - pcon­[email protected]­rie­re.it

Ca­ro Con­ti, la spen­sie­ra­tez­za di chi gui­da por­ta a di­men­ti­ca­re che vi­ci­no agli at­tra­ver­sa­men­ti pe­do­na­li (lo di­ce il co­di­ce), si de­ve ral­len­ta­re: poi ma­ga­ri il gio­va­ne ben edu­ca­to che at­tra­ver­sa sul­le strisce sbu­ca all’im­prov­vi­so na­sco­sto dall’au­to­bus che si era giu­sta­men­te fer­ma­to. Avreb­be com­piu­to 18 anni una set­ti­ma­na dopo. Ma non li ha com­piu­ti. Mi ri­fe­ri­sco a Tommaso Mossa di cui co­no­sco i ge­ni­to­ri e la fa­mi­glia da sem­pre. At­tra­ver­sa­va in via No­men­ta­na in un luo­go che sem­bra Spoon Ri­ver: lì mo­rì Gio­van­ni Ama­ti e tan­te al­tre per­so­ne tra cui un’ipo­ve­den­te che si ac­com­pa­gna­va all’ami­ca a brac­cet­to, fal­cia­te en­tram­be in un col­po so­lo. Per­so­ne stu­pen­de, mi­ti e me­ri­te­vo­li di mi­glior fi­ne. Ve­do la mam­ma di Tommaso tut­ti i gior­ni e sto ma­le, le giu­ro. Ma co­me sta­rà lei? Dob­bia­mo do­man­dar­ce­lo e re­spon­sa­bi­liz­zar­ci e re­spon­sa­bi­liz­za­re i no­stri con­cit­ta­di­ni. Mo­ri­re per la stra­da è for­se la co­sa più in­giu­sta che ci sia e la più stu­pi­da per­ché è pre­ve­ni­bi­le. Ales­san­dro Ric­ci

Og­gi è fe­sta, c’è tem­po per ri­flet­te­re. Il traf­fi­co a Ro­ma è im­paz­zi­to. Ogni re­go­la è sal­ta­ta, il co­di­ce è in una di­sca­ri­ca. Ma ri­cor­dia­mo­ci tut­ti che le strisce so­no sa­cre: ospi­ta­no vi­te uma­ne.

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