Corriere della Sera (Roma)

Anagrafe centrale

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L’ufficio che non esiste

Tutto ha inizio in via Petroselli, all’Anagrafe Centrale, dove il 4 maggio feci la carta d’identità elettronic­a di mio figlio di 4 anni. Tanto per ricordare, solo per l’appuntamen­to passarono mesi, ma si sa. Visto che mi ero mossa per tempo ero tranquilla che per luglio avrei avuto il documento per prenotare le agognate vacanze. Qualcosa però andò storto. L’impiegata del I Municipio, alla fine della pratica, mi chiese dove volessi ricevere la carta, sconsiglia­ndomi l’invio della raccomanda­ta a casa, visto mai il postino non trova nessuno, e mi suggerisce di ritirarla presso la sede distaccata del Municipio XIV, mercato coperto di Primavalle in via Sant’Igino Papa. Ma quando mi reco nella sede indicata dall’impiegata, inizio a vagare in cerca di questo ufficio inesistent­e: pare abbia aperto qualche giorno nel 2019 e mai più, ma questo l’impiegata non può saperlo, mica lavora al Comune lei! Allora inizio a cercare di rintraccia­re questa carta d’identità nella speranza che fosse stata rispedita al mittente o che per qualche motivo giacesse in qualche altro Municipio. Intanto passa il tempo, scrivo, telefono, cerco contatti ma della Cie ancora niente. Il sito delle Poste mi dice che la raccomanda­ta è tornata al mittente, ma nessuno la ritrova. Ieri però mi risponde all’ennesima mail la responsabi­le posizione organizzat­iva servizi demografic­i Municipio Roma I Centro, che mi chiede prima il nome dell’operatore, poi mi informa che l’operatore in questione ha cambiato impiego ed è stato trasferito a altro indirizzo. Infine, alla mia proposta di cercare una soluzione, tipo un duplicato o qualsiasi cosa che mi permettess­e di viaggiare tranquilla con un documento reale per un minore, mi risponde di chiedere all’operatore che mi ha fatto la pratica, come sta facendo lei del resto. Nessuna parola di scuse, né rammarico per l’accaduto, uno scaricabar­ile indegno, una situazione appesa senza volontà di risolvere un problema generato dall’incompeten­za. Tutti possiamo sbagliare, ma poi ci si prodiga per risolvere un problema che oggi sembra essere solo mio e senza soluzione.

Angela Monte

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