Corriere della Sera (Roma)

GIÙ LE MANI DA QUESTI MEDICI

- Di Giuseppe Di Piazza © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Cominciò tutto allo Spallanzan­i, il 29 gennaio di due anni fa. Una coppia di turisti cinesi portati di corsa all’ospedale sulla Portuense. Le analisi. La conferma che tutti temevano. Il Coronaviru­s (allora si chiamava così) è arrivato in Italia. Magari era già qui da mesi, ma nessuno lo sapeva. Da quel giorno i medici dello Spallanzan­i, guidati da Francesco Vaia, hanno prima isolato il virus per poi diventare trincea nel Paese, insieme a tanti valorosi ospedali. Qui sono state salvate molte vite, qui i medici e gli infermieri, come in tutta Italia durante i mesi più bui, hanno lavorato notte e giorno, e non è un modo di dire, giungendo allo sfinimento.

Oggi si registra questo vergognoso attacco di codardi no-vax che nella notte imbrattano muri e minacciano chi ha lavorato per tutti noi, senza mai tirarsi indietro. Lo Spallanzan­i è il simbolo della nostra capacità di far fronte al peggio, di diffondere coraggio e fiducia. Ecco, quelle scritte vorrebbero umiliare il lavoro duro di medici e infermieri. È il caso di dire: giù le mani dallo Spallanzan­i, giù le mani da chi combatte (e ha combattuto senza sosta) per renderci una vita migliore. E in molti casi solo per salvarci la vita.

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